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Inchiesta sanità - Coronavirus e sicurezza dell'aula al Capitini, la protesta degli avvocati

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata al presidente del Tribunale di Perugia con la quale si chiedono rassicurazioni e disposizioni sul contenimento Covid

Dopo la notizia di un giudice e un cancelliere del Tribunale penale di Perugia che sono risultati positivi, riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’avvocato Fulvio Carlo Maiorca in relazione alla decisione di celebrare i processi con un numero elevato di imputati, e quindi di difensori, nell’aula magna del Centro congressi Capitini. Tra questi processi c’è anche quello sui presunti concorsi truccati nella sanità regionale, con già tre udienza svolte, tutte della durata di diverse ore.

“Allo stato non è dato conoscere se la scelta di tale sede sia stata determinata a seguito di indagini e valutazioni dirette ad assicurare l’incolumità dei partecipanti, dal contagio dell’epidemia-pandemia Covid19 in quanto le notizie, in merito, hanno riguardato l’iter amministrativo” che ha portato alla scelta di tale sede, “ma nulla emerge in relazione alla misure concrete adottate, al fine di impedire il contagio, non potendosi ritenere tali quelle sommariamente indicate negli accordi” tra Tribunale di Perugia e Provincia di Perugia.

“La suddetta sede, fra l’altro, giace sotto il livello stradale; non dispone di finestre, né di luci e vedute, le poltrone sono di tessuto e non di materiale asettico, di tal che, agli oltre cinquanta membri partecipanti alle udienze, fra magistrato, cancelliere, pm, avvocati e indagati, non è stata neppure assicurata la necessaria ventilazione, né l’aerazione del locale, ai suddetti fini di igiene, né è dato sapere se si sia proceduto alla sanificazione del locale” prima e dopo l’utilizzo della sala per le udienze.

Da qui la richiesta al presidente del Tribunale di Perugia di “concrete assicurazioni circa l’assoluta idoneità del locale, ai fini dell’impedimento del contagio da Covid19 riconosciuta ed attestata dai competente organi sanitari pubblici”. In mancanza di ciò si preannuncia l’astensione dalle udienze.

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