Cronaca

Covid, Romizi preoccupato: "Ospedale situazione critica. Alla Regione chiesti ristori subito per famiglie e aziende"

Il punto del sindaco sull'emergenza coronavirus nel capoluogo rispondendo alla interrogazione urgente dell'opposizione

"La situazione attuale dell’ospedale è critica per il livello dei posti-letto occupati e del numero di terapie intensive in atto". Il sindaco Andrea Romizi è molto preoccupato per l'andamento dell'epidemia che ha portato la città in zona rossa. Le varianti stanno creando disagi e contagi che stanno facendo saltare schemi e le poche certezze raccolte in un'anno di Covid. Nel corso del consiglio comunale ha risposto all'interrogazione urgente sull’emergenza sanitaria in atto nella città di Perugia presentata dall'opposizione di centrodestra. Riflettori accesi sull'Ospedale di Perugia dove, tra una gestione dirigenziale discutibile e i contagi, la situazione è vicina al collasso anche se qualche elemento positivo non manca.

Spiega Romizi: "Il problema continua ad essere quello del personale, su cui Perugia ha chiesto risposte alla sanità regionale, risposte che tardano ad arrivare per la difficoltà di espletamento delle procedure. Il numero dei sanitari contagiati al Santa Maria della Misericordia è importante perché lì il virus ha circolato in maniera significativa. Per questo è ancora in atto una verifica da parte delle Istituzioni sanitarie per comprenderne le ragioni.Di positivo c’è una prima crescita dei posti letto, dei quali, tuttavia, si auspica un ulteriore potenziamento". Il sindaco ha confermato che la variante brasiliana si è concentrata e diffusa all’interno dell’ospedale cittadino, mentre quella inglese sembra colpire soprattutto i più giovani.

Il sindaco è preoccupato anche per la questione degli aiuti alle famiglie e alle aziende per i quali ha chiesto l'intervento della Regione: "Come Anci – ha continuato il sindaco – siamo in quotidiano collegamento con la regione per sollecitare l’adozione di adeguate forme di ristoro in favore delle aziende del territorio a causa dell’ulteriore disagio dovuta alla chiusura delle attività nei prossimi 15 giorni: sul punto servono risposte concrete ed immediate. Sono state poi chieste forme di sostegno per le famiglie che si trovano in questi giorni nella necessità di tenere i propri figli in casa con conseguenze importanti per le rispettive occupazioni lavorative".

Romizi ha poi accolto con favore, ritenendola importantissima, l’avvio della campagna di vaccinazione in Umbria che partirà il 12 febbraio con le prenotazioni ed il 15 con le somministrazioni a cominciare con gli over 80. "Stiamo un momento delicato in cui tutti siamo chiamati a compiere grandi sacrifici per tutelare sia il nostro territorio che quello nazionale in generale".
 

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