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Coronavirus, fermate 326 persone ed elevate 9 multe. Da domani si torna in "zona rossa"

Sanzioni per tre commercianti che non avevano rispettato le regole anti Covid. Cosa si può fare oggi e regole e coprifuoco da domani

Nel secondo giorno di zona arancione (ieri 29 dicembre) le forze dell’ordine hanno incrementato i controlli e sono cresciute anche le sanzioni.

Secondo i dati del monitoraggio dei servizi di controllo inerente le misure urgenti per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 della Prefettura di Perugia le persone controllate, nella provincia di Perugia, sono state 326 e sono state elevate 9 multe per mascherine non indossate, circolazione in orario di coprifuoco o con un numero di passeggeri in auto non consentito.

Non sono state presentate denunce per inosservanza del divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone in quarantena perché risultate positive al virus.

Le attività e gli esercizi commerciali controllati sono stati 95 e sono state elevate 3 sanzioni per inosservanza delle regole anti contagio. Non è stata disposta alcuna chiusura di attività o elevate sanzioni accessorie.

Oggi è l’ultimo giorno di zona arancione e si ricorda che è consentito andare nei negozi, che sono aperti fino alle 21; non si può andare in bar e ristoranti, che saranno chiusi (ma si può prendere cibo da asporto fino alle 22, e ordinare a domicilio); ci si può muovere liberamente all’interno del Comune tra le 5 e le 22; si può uscire dal proprio comune, rimanendo all’interno della propria regione — oltre che per motivi di lavoro, salute o necessità e urgenza — solo per altri due ordini di ragioni: quelle che consentono di andare al massimo in due persone (senza contare i minori di 14 anni e le persone con disabilità e non autosufficienti) una sola volta al giorno a trovare un parente o un amico; è permesso spostarsi, anche in più di due adulti, dai “piccoli comuni” se la popolazione non supera i 5.000 abitanti, percorrendo una distanza “non superiore a 30 chilometri dai relativi comuni”, ma resta vietato recarsi nel capoluogo di provincia.

Da domani, 31 dicembre, e fino al 3 gennaio, e poi il 5 e il 6 gennaio si torna in zona rossa con il coprifuoco che tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2021 sarà in vigore tra le 22 e le 7 del mattino, mentre gli altri giorni resterà tra le 22 e le 5.

Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre un motivo legittimo di spostamento, così come gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità sono sempre possibili, senza distinzione tra giorni e orari. Fino al 6 gennaio 2021 sono vietati tutti gli spostamenti, anche per far visita ad amici o parenti, che comportino l’uscita dalla regione in cui si vive o in cui si ha la residenza.

Nei giorni in area rossa sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, anche verso altri Comuni, ma sempre e solo all’interno della stessa regione e nel limite massimo di due persone. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Si può andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti.

Per giustificare gli spostamenti bisogna portare con sé l’autodichiarazione, che sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili).

I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto e per la consegna a domicilio. La permanenza nei locali da parte dei clienti è consentita esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

Sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità individuati. La vendita dei beni consentiti può avvenire sia negli esercizi “di vicinato” (piccoli negozi) sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche all’interno dei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso esclusivamente agli esercizi o alle parti degli esercizi che vendono i beni consentiti. Restano ferme le chiusure previste per i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

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