Cronaca

Coronavirus e povertà, aumentano le richieste d'aiuto in Caritas per bollette, medicinali e mutui

il direttore don Marco Briziarelli: "Tante persone che hanno perso il lavoro e molti non avranno più neanche una casa"

Dal 1 gennaio allo scorso 30 aprile una persona su tre si è recata per la prima volta al Centro di ascolto della Caritas diocesana (in Italia il rapporto è di uno a quattro, dai nuovi dati di Caritas italiana), perché in grave difficoltà con il pagamento dell’affitto, del mutuo, delle utenze domestiche, con le spese mediche non coperte dal Servizio sanitario nazionale, e non da ultimo con le spese dei generi alimentari.

È quanto emerge dal rapporto sulla povertà della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, i cui dati saranno presentati in conferenza stampa, giovedì 20 maggio, alle ore 11, presso il “Villaggio della Carità - Sorella Provvidenza” di Perugia, dal direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli.

I dati comparati a quelli dello stesso periodo del 2020 testimoniano la gravità della situazione scaturita dall’esperienza della pandemia, che è sempre più un’emergenza sociale ed economica nel mettere a dura prova la gente.

In molti casi si rivolgono alla Caritas persone che hanno perso il lavoro, e non poche di loro hanno peso o rischiano di perdere anche la casa. Nei confronti di questa gente la Caritas diocesana sta intervenendo anche grazie ai progetti “Adotta un affitto” e “Adotta una famiglia”, che stimolano non poco la generosità di famiglie, comunità parrocchiali e realtà imprenditoriali, e al contributo del fondo 8XMille di Caritas italiana, facendo registrare un aumentato dei suoi interventi addirittura a tre cifre percentuali rispetto a quelli messi in campo nei primi quattro mesi del 2020.

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