Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

IL RICORSO Multato perche si era fermato davanti al bar (ai tempi della "zona arancione") per salutare alcuni amici

Un perugino, assistito dallo studio legale Maiorca, ha presentato ricorso al Prefetto di Perugia per contestare la multa notificatagli dalla Legione Carabinieri Umbria

Multato per aver violato le norme anti Covid della “zona arancione”, ma lui era in casa quel giorno e il verbale è stato fatto al figlio (minorenne) solo perché passava davanti ad un bar e ha salutato degli amici senza fermarsi a consumare qualcosa all’interno del locale (questo sì che era vietato).

Un perugino, assistito dallo studio legale Maiorca, ha presentato ricorso la Prefetto di Perugia per contestare la multa notificatagli dalla Legione Carabinieri Umbria, per una violazione delle norme anti Covid in “zona arancione”. Nello specifico all’uomo è stato contestata la violazione del “divieto di consumo” all’interno di un bar in compagnia di altre persone sanzionate e di aver sostato “in prossimità del citato bar”.

Nel ricorso si avanza una serie di contestazioni in quanto “il verbale allo stesso notificato risulta essere erroneo ed ingiusto”, a partire dagli articoli dei vari decreti leggi indicati, non riferibili alle presunte violazioni commesse, al fatto che viene indicato il genitore come trasgressore, ma che in quel momento non era presente. Dalla lettura del verbale si capisce che il trasgressore era all’interno del bar a consumare una bevanda e poi sostava nelle vicinanze, ma anche questo per ammissione del figlio del presunto trasgressore non è vero, in quanto non era entrato nel bar e stava solo passando lungo la strada per rientrare a casa.

Proprio da quanto riportato dal verbale si comprende che il trasgressore non stava compiendo alcun atto vietato, a meno che trovarsi in prossimità di un bar, anche in “zona arancione” non costituisca un illecito. E comunque “l’asserita sosta in prossimità del bar non rientra tra i divieti del DPCM del 2 marzo del 2021”.

Ultima notazione riguarda la possibilità di impugnare l’atto: in quello notificato non è indicato l’organo competente a cui rivolgersi per presentare le memorie difensive così come previsto dalla legge.

Adesso la parola passa al Prefetto di Perugia.

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