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Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso della Regione Umbria: asili e materne restano chiusi

Sospesa l'ordinanza del Tribunale amministrativo che riapriva i servizi per l'infanzia dopo il ricorso dei genitori

Il Consiglio di Stato ha accolto l'opposizione della Regione Umbria all'ordinanza del Tribunale amministrativo regionale che disponeva la ripaertura dei servizi per l'infanzia da 0 mesi a 6 anni.

Il ricorso al Consiglio di Stato è stato depositato contro il provvedimento di sospensiva dell'ordinanza regionale del 6 febbraio sulla chiusura degli asili nido e delle scuole d'infanzia nelle zone della regione in fascia rossa.

Il Tar dell'Umbria ha sospeso la chiusura dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, per bambini fino a 36 mesi d'età, nella provincia di Perugia e nei comuni di quella di Terni dichiarati zona rossa per l'emergenza Covid, accogliendo il ricorso presentato da alcuni genitori contro l'ordinanza della Regione.

Il Consiglio di Stato ha sospeso la validità dell'ordinanza del Tribunale amministrativo e rinviato la discussione in sede collegiale davanti al Tar il 16 marzo.

Il Consiglio di Stato afferma, in sintesi,  che in merito alla salute pubblica è consentita l’adozione di misure regionali restrittive, che vi era l’esigenza, evidenziata dalla cabina di regia nazionale, di rafforzare tali misure nelle zone più a rischio per la presenza comprovata di varianti del virus, che le tali misure individuate dalla Regione sono adeguate alle esigenze e nella direzione della “assoluta necessaria precauzione rispetto al contagio e alla necessità di non interrompere il piano vaccinale”,  nonché in considerazione che le conseguenze sulla sfera lavorativa per le famiglie sono, come si legge, “largamente mitigate se non del tutto eliminate per effetto del sostegno economico riconosciuto alle famiglie interessate per l’accudimento dei figli” (cosi detto bonus baby sitter della Regione Umbria).

Per tali ragioni il Consiglio di Stato accoglie l’istanza e ripristina la validità dell’intera ordinanza che prevede “la chiusura temporanea anche per gli istituti per l’infanzia e nidi” nei comuni indicati sino al 21 febbraio. Tale decisione è stata resa nota dalla Regione a tutti i sindaci dei territori interessati dal provvedimento (tutti comuni della provincia di Perugia oltre ad Amelia e San Venanzo).

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