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Dall'Umbria a Dallas: il fucile che uccise il presidente americano John Kennedy fu costruito a Terni

Ma come è giunta, quest’arma, negli Stati Uniti d’America? Sarebbe transitata come residuato bellico, poi venduta per corrispondenza e così giunta nelle mani dell’assassino

Da Terni a Dallas: interessante e argomentatissima tesi. Il fucile col quale fu ucciso John Kennedy a  Dallas, il 22 novembre 1963, è stato prodotto a Terni nel 1940. Lo ha sostenuto con ricchezza di argomenti Diego Verdegiglio (autore del volume “Ecco chi ha ucciso John Kennedy”), nella conversazione tenuta in via del Tornetta, in una sala affollatissima, presso la sede dell’Associazione Porta Santa Susanna,

Conferenza introdotta dallo storico Franco Bozzi, con interventi di Fabio Melelli, uno dei massimi esperti di cinema nazionali. Perché il cinema si è più volte occupato del tema, non solo a livello documentaristico, ma anche con produzioni importanti, come quella di Oliver Stone che sostenne tesi cospirazioniste, nel suo film “JFK”.

L’inchiesta ufficiale della Commissione Warren giunse alla conclusione che l’attentatore Lee Harvey Oswald avesse agito da solo, anche se restano ampie zone d’ombra, recentemente riemerse con l’ipotesi di un attivo coinvolgimento dell’ex vice presidente Lyndon B. Johnson. 

Il relatore, Diego Verdegiglio, in una sua credibile ricostruzione, ha espresso serie perplessità in ordine alla possibilità che un giovane disadattato abbia ucciso l’uomo più potente del mondo con due colpi su tre, andati a segno in otto secondi. L’interesse specifico della conversazione risiede anche nel fatto che l’arma utilizzata da Oswald - modello Männlicher Carcano 91/38 calibro 6,5 – sia stata prodotta a Terni nel 1940.

Ma come è giunta, quest’arma, negli Stati Uniti d’America? Sarebbe transitata come residuato bellico, poi venduta per corrispondenza e così giunta nelle mani dell’assassino. Ad asseverare la credibilità della ricostruzione, sono state effettuate complesse indagini balistiche, condotte nello stabilimento ternano dell’Esercito dove il fucile fu fabbricato. Dalle comparazioni con un analogo fucile tedesco, il Mauser, è emersa l’idoneità dell’arma a colpire con precisione il bersaglio umano.

Diego Verdegiglio ha effettuato, con la collaborazione del tiratore scelto Pietro Catena, un test con un ’91 senza ottica, presso il poligono delle Marmore a Terni. Prova registrata, e trasmessa da Rai3, che convalida le risultanze emerse dalle inchieste ufficiali.

Anche Pietro Catena è stato presente con la sua arma a Perugia e Verdegiglio ha esibito a sua volta una riproduzione identica del fucile usato a Dallas. Catena ha eseguito una spettacolare prova di azionamento dell’otturatore e di espulsione dei bossoli dal caricatore, mentre Diego Verdegiglio ha mostrato video e foto relativi al dramma di Dallas, comprese quelle, particolarmente crude, dell’autopsia del presidente.

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