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Scontro tra militanti a Ponte Felcino, corteo antifascista a Perugia: "Tutti in piazza"

Tutte le informazioni sulla manifestazione: "Scendiamo in piazza perché due nostri fratelli, compagni, amici sono stati aggrediti dai fascisti"

Mentre le indagini della Questura sullo scontro tra militanti a Ponte Felcino vanno avanti senza sosta, con cinque indagati a vario titolo dalla procura per rissa e lesioni, Perugia si prepara alla manifestazione “di solidarietà e antifascista” di domenica 25 febbraio.

L’appuntamento per il concentramento è alle 14.30 al Piazzale del Bove. “Facciamo appello  - si legge nell’evento Facebook creato per l’occasione, che conta più di 400 interessati e circa 240 partecipanti - a tutte e tutti coloro che, con il loro impegno civile e sociale lottano ogni giorno per migliorare questo Paese, a partecipare alla manifestazione contro ogni forma di fascismo e contro l’austerity che l’alimenta”. 

Spiegano gli organizzatori, sempre nell’evento Facebook: “Scendiamo in piazza perché due nostri fratelli, compagni, amici sono stati aggrediti dai fascisti. Scendiamo in piazza perché, in questi mesi, gli "ultimi" sono bersaglio della violenza diffusa del fascismo. Scendiamo in piazza perché siamo stanchi della guerra contro i poveri, scatenata dai ricchi, perché austerità e tolleranza zero si abbattono sempre e solo su di noi, mentre loro sguazzano nei privilegi. Scendiamo in piazza contro chi fomenta l'odio sociale, nei media, nei comizi, nelle chiacchiere da bar. Scendiamo anche in piazza contro chi prima ha sdoganato i fascisti ed ora li usa per spostare l'attenzione dai veri temi sociali: il lavoro, il reddito, la questione di genere, la precarietà, la miseria che cresce”. 

E ancora: “Scendiamo in piazza contro chi ripropone il vecchio schema degli opposti estremismi per legittimarsi oggi e poi portare avanti domani il prossimo governo di massacro sociale. Scendiamo in piazza nella città che viviamo, amiamo e difenderemo strada per strada, legando tra loro solidarietà, mutualismo e antifascismo.  L’antifascismo è il dna della nostra Costituzione e chiediamo l’immediato scioglimento di tutte quelle organizzazioni, associazioni e partiti apertamente fasciste e la confisca dei loro beni, come previsto da una legge dello Stato. Il Fascismo del terzo millennio, come quello del secondo, non rappresenta un’alternativa alle ingiustizie del capitalismo e alle politiche neoliberiste di questi anni, anzi ne rappresenta un imbarbarimento ancora maggiore. L’unica alternativa reale, per sconfiggere il fascismo del terzo millennio, è portare avanti un modello di società che rimetta al centro quei valori costituzionali nati, non a caso, dalla resistenza e che sono stati calpestati in questi 20 anni di politiche neoliberiste. Per contrastare una guerra cieca tra gli "ultimi" è necessario rilanciare uno stato sociale per tutte/i, promuovendo servizi fondamentali come la sanità, l’istruzione, i trasporti, gli asili nido. La lotta contro il fascismo passa necessariamente attraverso le questioni fondamentali del reddito e dei diritti”. 


 

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