Cronaca

Corte dei conti: in un anno aperte 216 istruttorie per assenteismo, errori medici e dipendenti "infedeli"

L’ammontare dei danni contestati con gli atti di citazione è pari a 5 milioni e 840.417 di euro

La Procura regionale della Corte dei conti nel 2020 ha ricevuto 1.189 denunce, esposti, segnalazioni varie, che hanno portato all’apertura di 216 istruttorie (per 973 segnalazioni si è proceduto alla archiviazione immediata in difetto delle condizioni previste dal codice di giustizia contabile per poter aprire un nuovo fascicolo). Nell’ambito delle denunce pervenute vanno compresi 469 decreti di equa riparazione.

I dati dell’attività della procura contabile umbra sono contenuti nella relazione del procuratore Rosa Francaviglia. Le segnalazioni provengono per 14 casi dall’autorità giudiziaria; 7 da organi di polizia; 111 da amministrazioni; 6 da organi di controllo esterno; 4 quale esito delle verifiche amministrativo-contabili condotte dalla Ragioneria Generale dello Stato; 18 da associazioni e rappresentanti politici e sindacali; 24 da privati cittadini; 32 dalla stampa e altri mezzi d’informazione.

Sotto la lente della procura contabile fenomeni di assenteismo, spese pubbliche inutili o senza controllo, errori medici, sottrazione di denaro da parte di dipendenti pubblici, truffe agli enti pubblici, richiesta di denaro per assolvere a funzioni pubbliche, tangenti da parte di rappresentati delle forze dell’ordine.

Le istruttorie aperte a seguito di denuncia delle amministrazioni costituiscono il 51% circa di quelle complessivamente avviate nel 2020. Nell’anno trascorso sono state disposte 570 archiviazioni di istruttorie già aperte. La percentuale di abbattimento delle istruttorie in carico è stata pari al 46,34%. Sono stati emessi 35 atti di citazione (nel 2019 erano 21) con 73 convenuti (nel 2019 erano 37), 2 ricorsi per regolamento di competenza e 3 atti di citazione in riassunzione. I fascicoli istruttori pendenti al 31 dicembre 2020 risultano essere 545 (nel 2019: 1.004). L’ammontare dei danni contestati con gli atti di citazione è pari a 5.840.417,11 di euro (nel 2019 era 1.893.309,98). La Sezione giurisdizionale ha emesso 7 sentenze di condanna (nel 2019 14) per un ammontare pari a 214.905,79 euro (1.399.726,44 di euro nel 2019) e 4 ordinanze pronunciate in altrettanti giudizi decisi con rito monitorio per un ammontare pari a 11.601,83 euro. L’importo di condanna di cui alle sentenze di secondo grado pervenute nel 2020 è pari a 3.629.671,08 di euro. Le refusioni spontanee o i recuperi in corso di istruttoria e/o a seguito di notifica di invito a dedurre ammontano a complessivi 920.103,21 euro.

Nel corso del 2020 l’Ufficio ha formulato 932 richieste istruttorie (796 nel 2019), 2 ricorsi di sequestro conservativo post causam, 54 inviti a fornire deduzioni (25 nel 2019) con 130 destinatari (41 nel 2019). Sono stati promossi 79 giudizi per resa di conto (16 nel 2019) e sono stati discussi 18 giudizi per un totale di 10 udienze. Sono stati presentati 6 appelli (10 nel 2019) avverso sentenze di primo grado. Durante il 2020 sono pervenute 181 relazioni di conti giudiziali dalla Sezione Giurisdizionale le quali sono state esaminate e restituite alla medesima.

Nel corso dell’anno è stata svolta attività di monitoraggio dell’esecuzione di 218 provvedimenti di cui n. 213 sentenze e 5 ordinanze pronunciate in sede monitoria. In seno all’attività di monitoraggio sono state impartite istruzioni per vigilanza relativamente a circa 70 provvedimenti, sono stati esaminati 4 piani di rateizzazione, di cui 2 approvati, e sono state delegate indagini per accertamenti patrimoniali relativamente ad una sentenza di condanna.

Sono stati monitorati recuperi di importi relativi a sentenze di condanna e ad ordinanze pronunciate in sede monitoria per un importo complessivo di 211.268,64 euro (403.085,53 euro nell’anno precedente di cui 42.130 euro recuperi in sede di rito abbreviato). Le somme recuperate sono da riferire ad amministrazioni statali per 35.613,31 euro, agli enti locali per 27.654,88 euro alle regioni per 25.756,71 euro e ad altri enti per 122.243,74 euro.

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