Intasca i soldi delle giocate del Lotto, titolare di rivendita condannata dalla Corte dei conti

La donna non ha mai versato o restituito quasi 10mila euro di puntate. Tolta anche la licenza per i giochi e la concessione per i tabacchi

Non versava ai Monopoli i proventi delle giocate del Lotto nella sua ricevitoria, la Corte dei conti la condanna a risarcire 10mila euro, oltre a confermare la revoca della licenza di gioco e del tabacchi.

La Procura contabile ha citato in giudizio la (ex) titolare di una rivendita di tabacchi e giochi nello Spoletino, ritenendo che per mesi non abbia versato i soldi incamerati per le giocate del Lotto. Per l’accusa non avrebbe versato gli incassi di un paio di mesi, sul finire del 2016, per un ammontare di 9.395,46 euro.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli per l’Umbria, non avendo ottenuto il pagamento, aveva avviato il procedimento di revoca della ricevitoria e della rivendita generi di monopoli. Dando tempo alla titolare di discolparsi entro 30 giorni. Cosa che non era avvenuta, come la mancata restituzione del denaro.

Per la Procura contabile il comportamento della titolare della rivendita era “gravemente omissiva” essendo la stessa “venuta meno al rispetto di un preciso dovere nascente dalla legge e dal titolo che lega il privato alla pubblica amministrazione”, con pregiudizio economico per la stessa. Da qui la richiesta di condanna.

Per i giudici contabili “è assolutamente pacifico, per unanime giurisprudenza, che il titolare di una ricevitoria del lotto sia un agente contabile della riscossione e che su di lui incombano gli oneri di custodia e gli obblighi di versamento all’Erario delle somme incassate e contabilizzate”, ma vige anche l’obbligo di “restituzione delle somme di denaro introitate e trattenute in attesa del versamento (settimanale) in favore dell’Erario”.

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Ne consegue la condanna al pagamento in favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze di 9.345,46 euro, più gli interessi e il pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 299,15 euro.

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