Errore nel calcolo della superficie pubblicitaria del ponteggio su Palazzo dei Priori: condannati dirigenti

La Corte dei conti chiede ai funzionari di pagare 180mila per risarcire il Comune di Perugia dopo una sentenza civile di condanna a favore della ditta che fece i lavori

L’errore nel calcolo della superficie per la pubblicità sul ponteggio di Palazzo dei Priori costa caro al Comune di Perugia e la Corte dei conti condanna tre dirigenti per aver procurato un danno erariale.

I tre dirigenti del Comune di Perugia, difesi dagli avvocati Alessandro Formica, Alessandro Bovari, Antonio D’Acunto e Valter Angeli, sono stati condannati a risarcire il Comune di Perugia di 180mila euro.

La Procura regionale aveva contestato un danno di 207.414,92, derivanti dalla condanna in sede civile del Comune di Perugia per un errore nella “concessione di sfruttamento di spazi pubblicitari” di 400 metri quadri di superficie utile, ma che in realtà erano molti meno. La società che aveva montato i ponteggi su Palazzo dei Priori aveva fatto causa per il minor introito pubblicitario. Vincendo la causa. Per la Procura contabile gli “errori e le omissioni relativi a tale discrepanza” erano da attribuire ai dirigenti che avevano “fornito i pareri di regolarità tecnico-amministrativa strumentali e preliminari alle deliberazioni della Giunta comunale” e poi redigendo gli atti amministrativi esecutivi.

I dirigenti si sono difesi sostenendo che nel contratto non era esplicitata “una misura certa e determinata dei metri quadrati concessi, bensì una mera stima approssimativa utilizzando il termine ‘circa’”; ma anche che esulava dai loro compiti misurare gli spazi da affidare in concessione. In ultima istanza non sarebbe stato preso in considerazione il mancato pagamento da parte dell’azienda al Comune dei canoni concessori non pagati. Un altro dirigente ha sostenuto di aver solo firmato la delibera di giunta e di non avere “competenza in materia”.

I giudici contabili hanno ritenuta valida la ricostruzione della Procura contabile, ma riconoscendo un diverso grado di responsabilità considerando che “la quantità di spazio da concedersi alla società non era stata effettivamente fissata in una misura fissa e certa (400 mq), bensì in modo approssimativo (“circa 400 mq”)”.

La somma dovuta, quindi, deve essere fissata in 180.000 euro ritenendo un dirigente responsabile al 50%, per 90.000 euro quindi, e gli altri due al 25% per 45.000 euro ciascuno.

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