Il Comune di Perugia pronto a vendere il minimetrò: tutte le manovre per salvare il bilancio

La risposta della Giunta Romizi alla Corte dei Conti: "Via le sanzioni sulla Tari". Ecco tutte le manovre del Comune per salvare il bilancio

Il Comune di Perugia pronto a vendere le quote della società Minimetrò.  E non solo. Gli estremi rimedi della giunta Romizi sono scritti nero su bianco nella deliberazione della Corte dei Conti sul bilancio del Comune. Qui, i magistrati, hanno parlato di “grave condizione finanziaria” di Palazzo dei Priori.

E visto che l’intervento della Corte dei Conti “non è Topolino” (citazione di Massimo Perari), il Comune di Perugia si muoverà “lungo due direttrici: la prima, consistente nell’attivazione di misure straordinarie per generare flussi di cassa in grado di azzerare l’anticipazione di tesoreria, e la seconda, consistente nella attivazione di misure e di politiche di bilancio strutturali, in grado di normalizzare le esigenze di liquidità”.

Seguiamo lo stesso ordine della Corte dei Conti: prima l’azzeramento dell’anticipazione di tesoreria. Il Comune di Perugia utilizzerà la leva della “monetizzazione e valorizzazione di alcuni beni immobiliari. In termini prudenziali la misura, che avrebbe un valore stimato di circa 10 milioni di euro, potrebbe realizzare, in termini di cassa, circa 5 milioni di euro entro 12 mesi”.

E siamo al primo tassello. Ora arriva la questione minimetrò:  “Una seconda misura – si legge nella delibera della Corte dei Conti – consiste nella dismissione delle quote detenute nella Società Minimetrò Spa, pari al 70%. Secondo l’Ente il valore stimato in termini di cassa è di circa 4 milioni di euro realizzabile entro 6-8 mesi”. E ancora: “Tale misura, oltre al beneficio immediato sulla cassa, genera risparmi di spesa corrente per minori corrispettivi legati al contratto di servizio, dal momento che si verrebbero a creare le condizioni per ottenere risparmi stimabili in circa un milione di euro all’anno”.

Avanti con le contromisure della giunta Romizi e la “trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà sui terreni nei quali sono stato realizzati immobili di edilizia residenziale pubblica”. Stavolta parliamo di “un valore di cassa di circa 2 milioni realizzabile entro 12 mesi”.

Oltre alla “monetizzazione” delle quote azionarie e degli immobili, la giunta Romizi gioca la carta della “definizione agevolata delle morosità della Tassa sui Rifiuti” per azzerare le anticipazioni di tesoreria. Il Comune, “ha fatto sapere – scrive la Conte dei Conti – che adotterà un regolamento comunale, con efficacia dal 10 gennaio 2018, che permetterà di applicare uno strumento di natura straordinaria con il duplice effetto di agevolare il pagamento della tassa sui rifiuti non pagata dai contribuenti  che hanno ricevuto la notifica di apposito avviso di accertamento, attraverso la cancellazione delle sanzioni, e di ridurre il carico dei residui attivi conservati nel conto del bilancio”. La mossa di Palazzo dei Priori “interverrebbe su un valore di circa 57 milioni di euro e prudenzialmente potrebbe generare flussi di cassa di circa 15 milioni di euro” tra il 2018 e il 2019.

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No, non è finita qui. Per quanto riguarda la normalizzazione della cassa corrente, il Comune di Perugia si muoverà lungo questi sentieri: “Minori spese di parte corrente, determinate dalle operazioni di spending review e dagli effetti sui bilanci futuri delle misure attivate, saranno utilizzate per garantire l’equilibrio di bilancio di parte corrente riducendo il ricorso alle entrate straordinarie”, “rimodulazione delle quote associative per la partecipazione ad organismi di varia natura (Associazioni e Fondazioni), “introduzione di modelli organizzativi per la gestione dei servizi in grado di generare risparmi di spesa corrente”, “acquisizione di maggiori entrate e definizione di minori spese per la gestione del servizio di mobilità alternativa”, “co-finanziamento delle spese di investimento con apporto di beni immobili” e “riorganizzazione degli uffici con minori spese per il personale”.

Insomma, la giunta Romizi vende cara la pelle. Ma c’è un grosso ostacolo. Secondo la Corte dei Conti “il programma di interventi appare importante ma molte delle misure descritte devono trovare concreta attuazione o sono ancora in fase di predisposizione”. Ovvero: “E’ difficile fare previsioni circa la realizzazione di entrate relative a vendite di immobili o quote azionarie”. E’ ancora “più difficile fare previsioni sul contenzioso in atto nei confronti della Regione” sul “riparto delle risorse del piano di mobilità regionale”. Sessanta giorni di tempo. Il tempo scorre, inesorabile. 

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