Corte dei conti, oltre 13 milioni per le casse pubbliche dalle condanne inflitte nel 2018

Dai professori universitari-consulenti agli assenteisti, dal vigile che intascava i soldi delle multe alle carte false per i contributi regionali e al sindaco che ha promosso la dipendente a 10 giorni dalla pensione

Il lavoro della Procura regionale della Corte dei conti raccontata in cifre: 17 sentenze di condanna da parte della sezione giurisdizionale dell'Umbria per un ammontare di 8.838.203,21 euro (a fronte di 16 nel 2017 per un ammontare di 1.686.677,29 euro). L’importo delle sentenze di condanna emesse in grado di appello nel 2018 contro le sentenze di primo grado della Sezione umbra ammonta a 4.145.903,09 euro. E ancora, come riporta nella sua relazione il procuratore regionale Antonio GIuseppone; "Nel corso del 2018 l’Ufficio ha formulato 376 richieste istruttorie, ha emesso 32 inviti a fornire deduzioni con 58 destinatari, ha tenuto 12 audizioni personali, ha partecipato a 21 udienze".  
Tra i casi trattati, quello di un agente della polizia provinciale che, secondo l'accusa, si sarebbe impossessato di beni immobili dell'ente per regalarli a un conoscente, avrebbe utlizzato il cellulare di servizio per centinaia di telefonate non di lavoro e per aver utilizzato la carta carburante per fare il pieno al conoscente. Con l'aggravante di aver contributio a far sanzionare un altro dipendente. Il danno contestato è di 7mila euro, a cui il dipendente è stato condannato. 

Ammonta, per la Procura, a 10mila euro il danno di immagine all'Azienda ospedaliera procurato da un medico che avrebbe percepito soldi da una paziente per saltare la lista d'attea ed essere subito operata. Il medico, condannato penalmente e licenziato, è in attesa del giudizio della Corte dei conti. 

Citato a giudizio un dipendente comunale che, secondo l'accusa, non avrebbe provveduto a far rimuovere le macchinette distributrici di caffè e bevande dall'apposita area degli uffici comunali dopo la conclusione del contratto di formitura, pur essendo a conoscenza del termine superato. In questo modo ha permesso all'azienda titolare dei distributori di avere un ingiusto incasso, pari, per l'accusa, a 17mila euro. 

Tra gli indagati anche un sindaco, accusato di aver affidato un incarico di posizione organizzativa a una dipendente, andata in pensione dopo dieci giorni, solo con l'intento di farle percepire una pensione più alta, un totale di circa 3mila euro all'anno. 

Sono poi diversi i casi che riguardano agevolazioni non dovute, per esempio per attività di ricerca in realtà mai svolta, o di fondi regionali ricevuti indebitamente per attività vincolate al sostegno alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle piccole e medie imprese, nonché di contributi erogati dal Mise per progetti di innovazione industriale. Come diversi gli episodi di assenteismo che i magistrati contabili hanno trattato.

Condannato a risarcire il danno alle casse del proprio Comune un vigile urbano che teneva per sé i soldi delle contravvenzioni effettuate. Ammonta, invece, a 1,8 milioni di euro il presunto danno provocato da alcuni docenti universitàri a cui viene contestato di aver svolto attività di consulenza o professionale per privati senza autorizzazione e senza poterla richiedere. L'illecito evidenziato dalla Procura riguarda la differenza di retribuzione tra i docenti con contratto a tempo pieno e indagati e quelli con contratto a tempo definito. 

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