Cronaca Centro Storico / Corso Giuseppe Garibaldi

Corso Garibaldi, operazione-lampo di pulizia dopo la rivolta: rimossi i mastelli abbandonati

Altrettanto è accaduto con quell'insulso totem, piazzato in mezzo al marciapiede di fronte a Sant'Agostino. Tolto di mezzo

I miracoli succedono anche a Perugia. Qualche volta. Ieri, per esempio, a poche ore dalla segnalazione di PerugiaToday sui mastelli colpevolmente abbandonati lungo corso Garibaldi, si è verificata (non importa da parte di chi) una massiccia e sistematica raccolta degli stessi, con improvvisa sparizione. Altrettanto è accaduto con quell’insulso totem, piazzato in mezzo al marciapiede di fronte a Sant’Agostino. Tolto di mezzo. Ed era appena stato pubblicato un post del residente Monella che segnalava l’inghippo.

“Perugia rifiuta questa modalità di raccolta dei rifiuti”. Lo afferma l’architetto Mauro Monella, cultore della storia e dell’identità perugina, esperienza e prestigio di livello nazionale, competente in materia di proposte urbanistiche e gestionali riguardanti la Vetusta. A proposito delle modalità adottate in centro, non esita a valutarle  come “un sistema di raccolta differenziata inadeguato e inefficiente”. Scendendo al dettaglio delle osservazioni, Monella non ha dubbi nell’affiancarsi alle perplessità enunciate da PerugiaToday. Comincia col dire: “Il Comune ha deciso che i residenti devono depositare i rifiuti al di fuori delle proprie abitazioni, secondo una complessa tabella che determina i giorni e gli orari di smaltimento”. Ma giunge subito la giusta riflessione: “I cittadini devono assicurare in prima persona l'igiene dei propri "mastelli" che sono soggetti all'uso di chiunque”. E l’ovvia conclusione: “Da un punto di vista igienico, ciò comporta un impegno e una costanza insostenibili”.

L’autorevole membro di Italia Nostra passa quindi a confrontare le scelte dell’amministrazione perugina con quelle – a suo dire più efficaci e lungimiranti – attuate da città d'arte tra le più importanti d'Italia, come Firenze. Ma non lesina complimenti a piccoli comuni, come quello di Torgiano, che hanno optato per soluzioni più efficaci. Citando l'esempio di Firenze, Monella ricorda che nella città del Giglio il sistema ruota intorno alla scelta della piattaforma ecologica interrata, peraltro in uso anche a Perugia fino a qualche decennio fa. E osserva che queste modalità risultano semplici e funzionali, in quanto permettono a tutti (anche ai turisti) il conferimento corretto dei rifiuti, senza imposizioni di giorni e di orari. Già, perché tenere a mente la complessa rotazione di turni e orari sta diventando, per i perugini, un’autentica mission impossible.

I cittadini in età ricordano i contenitori interrati, che il camion della raccolta estraeva dal sottosuolo. Uno ce n’era proprio all’inizio di via della Viola, di fronte all’accesso dell’ex convento di San Fiorenzo, sede dello storico liceo scientifico Alessi (oggi Casa delle culture e cinema Meliès). “Perché – dice Monella – non realizzarne uno a piazza Grimana e ovunque serva? Non si vedono, non offendono la storia e il paesaggio urbano, sono efficienti e sicuri”. Conclusione: “Se la raccolta dei rifiuti diventasse un tema di "arredo cittadino" il problema non si presenterebbe”. Insomma: coniugare estetica ed efficienza e possibile. Conclusione di buon senso: “Occorre fare un tavolo di discussione e di progettazione condivisa perché il problema della raccolta diventi un tema centrale della vita sociale e civile della città”.

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