Cronaca

Umbria, corsi fantasma e firme false per prendere i soldi dell'Unione europea: c'è la condanna

I giudici della Corte dei conti dispongono la restituzione di 32mila euro da parte dell'amministratore delegato e della società che aveva organizzato le lezioni

Corsi di formazione professionale fantasma e firme false per incassare i fondi europei tramite la Regione Umbria, condannati società e amministratore unico. I giudici contabili dispongono la restituzione di oltre 30mila euro.

La Procura regionale contabile ha chiesto la condanna della società di formazione umbra e dell’amministratore delegato, entrambi difesi dall’avvocato Roberto Spoldi, “per sentirli condannare, solidalmente e per l’intero, al pagamento di complessivi 32.780 euro, a titolo di restituzione delle somme indebitamente percepite a titolo di finanziamento pubblico per attività di formazione” e stanziate dall’Unione europea (14.000 euro), Presidenza del Consiglio dei Ministri (13.040 euro) e Regione Umbria (5.740 euro).

Secondo la Procura per ottenere i finanziamenti “la società avrebbe presentato documentazione falsa”, i corsi di formazione non sarebbero stati completati e,in riferimento ad alcune lezioni, “la presenza degli allievi sarebbe stata attestata attraverso firme false (disconosciute dai pretesi firmatari)”. Ancora, la società “non avrebbe effettuato la ricalendarizzazione delle lezioni non tenute entro il periodo previsto, non raggiungendo il monte ore complessivo previsto ai fini del finanziamento”. La persona indicata come docente, infine, non avrebbe mai svolto l’attività di insegnante nei corsi di formazione, occupandosi, invece, di meri adempimenti amministrativi, di segreteria e di organizzazione degli stessi.

La difesa ha “contestato la fondatezza delle accuse mosse, soprattutto stigmatizzando la qualificazione del rapporto lavorativo” con la docente e portando “un’email di un dipendente pubblico” come prova della non obbligatorietà di recuperare le ore mancanti in quanto gli allievi possedevano già “il requisito del 75% delle ore totali del corso frequentate”.

Per i giudici contabili la ricostruzione della Procura è corretta laddove indica “falsità ed irregolarità evidenti” per tutta la gestione del corso di formazione. Da qui la condanna al risarcimento delle somme stanziate dall’Unione europea (14.000 euro), Presidenza del Consiglio dei Ministri (13.040 euro) e Regione Umbria (5.740 euro) e al pagamento delle spese di giudizio liquidate in 441,84 euro.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Umbria, corsi fantasma e firme false per prendere i soldi dell'Unione europea: c'è la condanna

PerugiaToday è in caricamento