Cronaca

Sistema delle cave vecchio e a rischio infiltrazioni, la ricetta di Legambiente punta tutto sul riciclo dei materiali

Maurizio Zara, presidente Legambiente Umbria: "Invece di continuare a saccheggiare cave e territorio, dalla Regione dovrebbe partire l’input per incentivare il riuso, il riciclo e il recupero di nuova materia da ciò che è considerato scarto"

Legambiente Umbria interviene sull'indagine per le presunte mazzette in cambio di autorizzazioni per l'attivitià di cave e denuncia: "Quello umbro è un modello di gestione del territorio, predatorio e insostenibile, ad alto rischio illegalità, che necessita di essere completamente ribaltato". Proponendo anche una soluzione: "Occorre incentivare l’uso degli aggregati riciclati nei cantieri, il riuso, il riciclo e il recupero di nuova materia".

Secondo Maurizio Zara, presidente Legambiente Umbria, il ciclo dell’edilizia è ancorato al sistema delle cave e dei trasporti di materiali nei cantieri, ad alto rischio di pratiche illegali, e incapace di innovarsi e rendersi sostenibile. "Invece di continuare a saccheggiare cave e territorio, dalla Regione dovrebbe partire l’imput per disincentivare in ogni forma l’impiego di materie prime vergini, per incentivare, al contrario, il riuso, il riciclo e il recupero di nuova materia da ciò che è considerato scarto. In questo modo si sostiene l’economia sana e pulita a discapito dell’altra - spiega Zara - Ancora oggi, soprattutto nella nostra regione, i rifiuti da costruzione e demolizione, rifiuti inerti per definizione, quindi sostanzialmente innocui (salvo il caso della presenza di amianto) continuano ad andare in discarica oppure, nelle migliori ipotesi, a giacere per secoli in siti di stoccaggio in attesa di tempi migliori. Persino le macerie del recente terremoto continuano a rimanere a terra, nonostante potrebbero sostenere la ricostruzione, giocando anche un valore simbolico, non solo economico e ambientale".

Sulla base dell'ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente sono stati ben 149 i reati accertati nel ciclo del cemento in questa Regione, con un trend stabile negli ultimi anni. Nello stesso anno sono stati addirittura 34 i nuovi delitti ambientali contestati dagli inquirenti  tra ipotesi di inquinamento e disastro ambientale.

Secondo Legambiente "la Regione dovrebbe incentivare l’uso degli aggregati riciclati nei cantieri, possibilmente tramite demolizioni selettive e in loco, evitando inutili trasporti e appesantimenti burocratici - conclude Zara - Stare dalla parte della sostenibilità fa rima con etica, legalità e trasparenza, che in Umbria vale più che altrove. Se invece si continuerà a far finta di niente di potremo solo aspettare la prossima inchiesta e il prossimo scandalo a detrimento dell’intero territorio e della sua comunità".

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