Cronaca

Coronavirus in Umbria: 18 casi di variante inglese, 12 di variante brasiliana e 3 con altre mutazioni

L'Umbria resta arancione, ma da lunedì scatteranno le zone rosse territoriali

L'Umbria resta arancione, ma da lunedì 8 febbraio, come annunciato dalla Regione Umbria, scatteranno le zone rosse comunali. Come spiega una nota della Regione Umbria "l’Umbria rimarrà in fascia arancione, visto che c’è un bilanciamento dei contagi sul territorio, ma alla luce dei risultati inviati  dall’Istituto superiore di sanità sui 42 campioni positivi al Sars-Cov 2 - con 18 casi di variante inglese, 12 brasiliana e 3 con altre mutazioni - saranno opportuni nuovi interventi nelle zone più interessate dal fenomeno".

Il direttore regionale alla Salute, Claudio Dario, ha reso noto che "la variante brasiliana del virus è stata riscontrata in ambito ospedaliero, quella inglese invece sul territorio. Sono interessati gli ambiti del Perugino, Bastia Umbra e Trasimeno". 

"Ad oggi non è possibile dire in quali territori faremo le zone rosse perchè stiamo facendo le dovute valutazioni e passaggi con sindaci e Prefetto. Ci sarà stavolta una ordinanza regionale a cui metteremo mano da domani e le nuove regole saranno valide da lunedì. Siamo costretti a prendere decisioni forti, difficili ma lo dobbiamo fare, nostro malgrado, per tutelare la salute e la comunità", è stato spiegato dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, insieme all’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, al direttore regionale alla Salute, Claudio Dario, al commissario per la gestione dell’emergenza Covid in Umbria, Massimo D’Angelo, al capo del Gabinetto della Presidenza, Federico Ricci.

All’incontro, in collegamento, ha partecipato anche il direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, Giovanni Rezza, che ha spiegato che "il fatto di aver individuato presto la circolazione di queste varianti è un fatto importante per tutta l’Italia, visto che la variante brasiliana in particolare, potrebbe compromettere l’efficacia della risposta vaccinale, anche se va detto che non l’annulla".

E ancora: "Fare contenimento in questo momento è importante anche per le province circostanti – ha aggiunto il dottor Rezza – L’Umbria rimane arancione quindi, ma è importante implementare alcune zone rosse nelle aree maggiormente colpite nella provincia di Perugia".
Rezza ha aggiunto che "bisognerà fare uno sforzo per capire come si sono mosse queste varianti, ed è bene aumentare l’attenzione anche nelle aree circostanti. Là dove sono state applicate le zone rosse i risultati si sono visti in poco tempo". 

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