Coronavirus, il professore dell'Università di Perugia nella task-force dell'Istituto superiore di sanità per la gestione dei rifiuti

Il professor Francesco Di Maria è stato nominato membro del gruppo di lavoro “Ambiente Rifiuti COVID-19” con decreto del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

Il professor Francesco Di Maria, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia ed esperto di sistemi ed impianti per la gestione ed il trattamento dei rifiuti, è stato nominato in virtù della sua esperienza membro del gruppo di lavoro “Ambiente Rifiuti COVID-19” con decreto del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) n. 54/2020 dell’11/03/2020.

L’Istituto Superiore di Sanità, in qualità di organo di consulenza esclusiva del Ministero della Salute, ha, fra gli altri compiti, quello di dare risposte specifiche a richieste di pareri avanzati dai diversi enti pubblici e da istituzioni sia pubbliche che private in merito agli aspetti di carattere sanitario; in questo periodo con particolare attenzione a quelli connessi al COVID-19.

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“In questa ottica è stato istituito il gruppo di lavoro, del quale faccio parte, che deve supportare l’ISS per quanto riguarda gli aspetti inerenti la gestione dei rifiuti prodotti in zone/aree dove vi sono soggetti in quarantena e/o infettati da COVID-19 – spiega il professor Di Maria -. Tali rifiuti, infatti, potrebbero rappresentare un’ulteriore fonte di diffusione del virus se non gestiti correttamente. Il gruppo di lavoro, fra i diversi compiti, ha quindi anche quello di dare indicazioni su come organizzare l’intero ciclo della gestione dei rifiuti durante questo periodo di lotta al Coronavirus ed anche dopo quando l’infezione avrà ridotto la sua aggressività – aggiunge Di Maria -. Di recente alcune linee guida sono già state emesse e recepite da diverse Regioni. L’attività non è di semplice realizzazione vista la complessità del sistema della gestione dei rifiuti che non rappresenta una attività di carattere prettamente tecnico ma ha anche degli importantissimi risvolti sociali, economici oltre che ambientali e sanitari – spiega ancora il professor Di Maria, docente di Impianti tecnici per il trattamento dei rifiuti e di Ingegneria sanitaria ambientale -. Vista l’urgenza nella quale versa l’intero paese, le prime indicazioni fornite si sono limitate ad alcuni suggerimenti essenziali riguardanti la raccolta, cercando di mettere in sicurezza gli operatori e la cittadinanza, oltre ad indicare quali siano le principali soluzioni di smaltimento più rapide da mettere in campo. Tuttavia gli impegni a cui bisognerà far fronte nell’imminente futuro sono ancora numerosi e complessi”.

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