Cronaca

Coronavirus, tampone in famiglia: il sindaco di Magione 'costretto' allo smart working

Il primo cittadino Chiodini: "Esaminato mio figlio maggiore, per fortuna l'esito del test è stato negativo ma c'è da aspettare il secondo. Nel frattempo lavorerò da casa"

Tra i tanti umbri costretti allo 'smart working' dall'emergenza coronavirus nei prossimi giorni ci sarà anche Giacomo Chiodini, sindaco di Magione: "Come vedete non siamo in un contesto istituzionale come le altre domeniche - ha detto il primo cittadino magionese  in un video girato nella sua abitazione - ma come purtoppo accade nelle famiglie in questo periodo un mio familiare, mio figlio maggiore, è stato sottoposto a un primo tampone che per fortuna ha dato esito negativo. Si deve però aspettare il secondo tampone e anche io sono così a mia volta 'costretto' all'isolamento. I tamponi fatti in questo momento prevedono anche il prelievo di sangue e tentano così di combinare la doppia risposta, dunque un tampo negativo è una garanzia. La prassi però prevede che ne venga fatto un altro e fino a quella data starò a casa, operando in smart-working come accade a molte persone".

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Chiodini ha poi fatto il punto della situazione: "In questo momento sono sedici i contagiati, quattro dei quali ricoverati ma nessuno rianimazione: le loro condizioni sono in miglioramento o stabili e nessuno in rianimazione. Gli altri dieci sono in isolamento con ordinanza sindacale di qurantena e due di questi sono domiciliate fuori dal Comune. Tre persone poi sono state dichiarate clinicamente guarite e sono in attesa del doppio tampone che ne accerterà la definitiva guarigione: tutte sono in condizioni complessivamente buone. Poi ci sono 27 persone in isolamente fiduciario mentre sono 57 quelle uscite da questo isolamento".

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