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Coronavirus, il piano della Regione per posti letto e terapie intensive: "Subito due Covid-hospital"

Il direttore della Sanità umbra Dario e il commissario regionale all'emergenza Onnis fanno il punto sulla strategia della Giunta, sui tamponi e sui test antigenici e molecolari

In Umbria come nel resto d'Italia, alla luce dei dati allarmanti degli ultimi giorni, si teme una seconda ondata dei contagi da coronavirus: "C'è stata una crescita importante dei casi - ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Luca Coletto, assessore regionale alla Salute secondo cui il picco è stato scatenato dalla riapertura delle scuole a metà settembre -. La notizia positiva è che l'età media dei contagiati è intorno ai 40 anni, ma se si prosegue su questo trend è destinata ad alzarsi, con inevitabili conseguenze sul sistema sanitario".

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Con l’attuale ripresa dell’epidemia la Giunta ritiene dunque necessaria la definizione di una strategia nell’utilizzo della rete regionale ospedaliera che tenga conto della sicurezza di pazienti e operatori, dei percorsi separati per pazienti Covid (positivi o sospetti) e non, dell’appropriatezza clinica e organizzativa nell’utilizzo delle risorse 'posto letto' e 'personale' in un’ottica di rete regionale e di flessibilità organizzativo-gestionale. "L'ospedalizzazione attuale dei positivi è del 6%, ma i numeri ci dicono di agire per evitare uno scompenso del sistema", ha sottolineato Claudio Dario.

Il direttore generale della Sanità umbra ha indicato poi la strada che verrà seguita per gestire una Fase 3 caratterizzata dalla ripresa e dal recupero di quelle attività che erano state ridotte, se non addirittura sospese, durante il 'lockdown': "Già nelle prossime ore adibiremo due Dea di primo livello in Covid-Hospital. Stiamo valutando quali tra Città di Castello, Branca, Foligno, Spoleto e Orvieto, perché quello di Pantalla non è stato inserito dal Ministero nella lista di quelli eleggibili e finanziati".

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'NUOVO' PIANO DI EMERGENZA - La gestione dei pazienti Covid positivi o sospetti, compatibilmente con il necessario impegno di risorse per fronteggiare la eventuale seconda ondata dell’epidemia, nelle intenzioni della Regione dovrà salvaguardare non solo le reti cliniche tempo dipendenti e le attività chirurgiche di emergenza e quelle rivolte al trattamento delle patologie cosiddette 'maggiori', ma finché possibile anche tutte le altre attività assistenziali e di screening per la popolazione. 

Ecco così che il terzo dei tre livelli previsti nel 'Piano di Emergenza' elaborato con la deliberazione della Giunta regionale n.180 del 19 marzo (quello con più di 30 positivi ricoverati) viene ora 'sviluppato' in quattro ulteriori livelli:

Al primo livello (3a) i posti letto dedicati ai pazienti covid vengono identificati negli ospedali Dea di II livello che di fatto sono rimasti sempre attivi.

Al secondo livello (3b) vengono individuati posti letto dedicati nell’ospedale di Città di Castello e in quello di Foligno seguendo lo schema di reclutamento e coinvolgimento degli ospedali predisposto nella prima fase epidemica.

Al terzo livello (3c) vengono dedicati ulteriori posti letto di area medica negli ospedali già identificati.

Al quarto livello (3d) viene previsto un ulteriore ampliamento, vengono attivati anche i posti letto di semintensiva trasformabili in terapia intensiva e viene attivato anche l’ospedale di Pantalla come integrato nella gestione dell’emergenza Covid e quindi attivando posti letto dedicati a bassa intensità assistenziale.

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TAMPONI E TEST - Attese intanto novità nei prossimi giorni (10-15 ha assicurato Dario) anche per quanto riguarda l'ospedale da campo previsto invece con la deliberazione della Giunta regionale n. 483 del 19 giugno scorso: "Stiamo valutando le due offerte arrivate per la sua realizzazione" ha spiegato Antonio Onnis. E proprio quest'ultimo, commissario all'emergenza, ha affrontato poi il tema dei tamponi e dei test rapidi: "Grazie allo straordinario sforzo dei laboratori e delle Asl stiamo efficientando i tempi refertazione dei tamponi (al momento l’81% avviene entro 24 ore e il 98% entro 48, ndr), per i quali abbiamo accelerato arrivando a sfiorare i 4 mila al giorno. Abbiamo inoltre già consegnato una quota di test antigenici 'quantitativi' a medici di base e pediatri, mentre 90mila di quelli 'qualitativi' verranno distruibuiti prossimamente. Per i test molecolari rapidi infine attendiamo la fornitura dal commissario nazionale Arcuri".

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