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Coronavirus, il Comune di Marsciano ci 'ripensa' e chiude le scuole: "Ce lo ha chiesto la Usl"

Il sindaco Mele: "Adottiamo questa misura nel rispetto di quanto l’autorità sanitaria impone, ma sarebbe stato più opportuno procedere con eventuali interventi mirati nei singoli plessi"

Il Comune di Marsciano ci ripensa e, su richiesta dell'Usl Umbria 1, chiude le scuole come fatto da tanti altre amministrazioni umbre. Dopo una prima ordinanza di oggi (mercoledì 1 febbraio), in cui le lezioni in presenza erano escluse dalle nuove limitazioni adottate per fronteggiare l'acuirsi dell'emergenza coronavirus, in serata è arrivato il 'dietrofront'. "Il Comune di Marsciano - si legge in una nota -, prendendo atto della richiesta pervenuta nella tarda mattina lunedì 1 febbraio da parte dell’ufficio di Igiene e sanità pubblica della Usl Umbria 1, provvederà nella giornata di martedì 2 febbraio ad emettere una ordinanza per la sospensione della didattica in presenza nelle scuole elementari, medie e superiori. L’efficacia del provvedimento, che resterà in vigore per 14 giorni, inizierà a decorrere da mercoledì 3 febbraio. Sono esclusi da tale misura i nidi e la scuola dell’Infanzia, dove le attività continueranno a svolgersi regolarmente in presenza".

Coronavirus, scuole chiuse dal 2 febbraio: l'elenco dei comuni

Qualche chiarimento in più poi dal sindaco Francesca Mele: “Adottiamo questa misura nel rispetto di quanto l’autorità sanitaria impone - ha precisato il primo cittadino marscianese - pur nella consapevolezza che la situazione nelle scuole del territorio non presenta particolari elementi di criticità e nella convinzione che, visto il ruolo fondamentale che la scuola assolve, sarebbe stato più opportuno, piuttosto che sospendere indistintamente tutte le attività in presenza delle scuole primarie e secondarie, procedere con eventuali interventi mirati nei singoli plessi, sia sulla base delle risultanze numeriche legate ai contagi effettivi che tenendo conto del diverso impatto che l’esclusivo ricorso alla didattica a distanza ha per le varie fasce di età degli studenti. Sarebbe, infatti, sicuramente stato auspicabile poter almeno escludere da questo provvedimento gli alunni delle scuole elementari, che più subiranno le conseguenze di questa sospensione”. 

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