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Da turista a spacciatore, aveva evitato il rimpatrio per il Covid: espulso un cittadino straniero

Il personale della Questura di Perugia ha eseguito con accompagnamento alla frontiera il provvedimento di espulsione emesso dal prefetto Gradone

Era arrivato in Italia a febbraio come turista ma già ad aprile era stato arrestato e condannato a due anni e mezzo, dopo che i carabinieri gli avevano fermato sequestrandogli 50 grammi di cocaina e 19 di marijuana. È la storia di un 21enne cittadino albanese che ieri è stato rimpatriato ieri (venerdì 31 luglio) dal personale della Questura di Perugia, che ha eseguito con accompagnamento alla frontiera il provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Perugia Armando Gradone.

Un provvedimento che a causa dell'emergenza coronavirus non era stato possibile eseguire dopo il processo per direttissima, che aveva portato a una condanna di due anni e sei mesi. Il giorno buono è arrivato però ieri, quando il giovane è stato uovamente rintracciato dalla Polizia Stradale, accompagnato poi alla frontiera aerea di Fiumicino da dove è stato rimpatriato con un volo diretto a Tirana. 

Salgono così a 5 (4 albanesi e un tunisino) le espulsioni attuate con accompagnamento in frontiera dal 26 giugno, che si aggiungono alle 13 (un moldavo, 6 albanesi, 3 tunisini, un macedone, un bosniaco e un marocchino) che erano state eseguite dall’inizio dell’anno fino alla chiusura ldelle frontiere egata all’emergenza Coronavirus.

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