Coronavirus, contro multe e sanzioni c'è tempo fino al 14 giugno per fare ricorso

Sono oltre 4mila gli umbri multati per violazione delle norme di contenimento Covid19. L'avvocato Francesco Calabrese spiega come fare opposizione tra Prefetto e giudice di pace

Dall’11 marzo in Umbria sono state controllate 150.311 persone con 4.904 verbali. Su sanzioni, verbali e multe, adesso, dovranno decidere i Prefetti di Perugia e Terni.

“Per tutti questi verbali emessi nel periodo, vige il periodo di sospensione previsto dall’art. 37 del decreto legge n. 23 dell’8 aprile 2020 il quale, reiterando precedenti disposizioni, ha portato sino al 15 maggio il periodo di sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi” scrive l’avvocato Francesco Calabrese in un articolo (leggibili qui), ricordando che “tutti coloro che si sono visti contestare possibili violazioni alle restrizioni del periodo, entro il 14 giugno potranno presentare al Prefetto le proprie ragioni che spiegano ed escludono quella ipotizzata violazione, anche chiedendo di essere personalmente sentiti”.

Il mancato rispetto delle misure di contenimento Covid-19 viene punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, aumentata fino ad un terzo se il fatto è commesso alla guida di un veicolo, o in caso di recidiva.

“Fatte valutazioni e verifiche del caso, se il Prefetto riterrà che non vi siano i presupposti per contestare la violazione, procederà ad archiviare il procedimento – scrive ancora l’avvocato Calabrese - Nel caso, invece, ritenga che sussistano i presupposti della contestazione, provvederà ad emettere un’ordinanza ingiunzione che verrà notificata al trasgressore e nella quale specificherà l’importo che andrà pagato nel termine di 60 giorni”.

A questo punto cosa può fare il cittadino? Rivolgersi nuovamente al Prefetto “ma non pare sia da suggerire, considerato che sarebbe lo stesso che ha emesso la sanzione, che ne uscirebbe anche raddoppiata – scrive l’avvocato Calabrese - o al Giudice di pace (alla pari di quanto avviene per le normali contravvenzioni al codice della strada), entro 30 giorni dall’avvenuta notifica”.

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Stesso percorso per chi è stato sanzionato in violazione delle misure restrittive previste “per pubblici esercizi, o attività produttive, o commerciali, con l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni - conclude l’avvocato Francesco Calabrese - Per chi, negli impensabili sacrifici del periodo, si è visto anche contestare violazioni delle restrizioni imposte, ha tempo sino al 14 giugno per motivare al Prefetto una richiesta di definitiva archiviazione”.

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