Coronavirus, Google maps lo posiziona a 500 metri da casa: multato. Marinelli (Consumatori): "Molte chiamate per fare ricorso"

I numeri dei controlli delle forze dell'ordine nella provincia di Perugia: ottantamila persone fermate, tremila sanzioni e 45 denunce. Opposizioni davanti al giudice di pace o al Prefetto

Ottantamila persone controllate, tremila multe ai trasgressori, quarantacinque denunce per falsa attestazione e oltre quarantamila ispezioni in attività commerciali.

Sono questi i numeri delle forze dell’ordine nella provincia di Perugia nei mesi di marzo e aprile nell’ambito dei controlli disposti per il rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia Covid19.

A marzo sono state ispezionate 21.000 attività commerciali, mentre ad aprile i controlli sono stati 22.087, per un totale di 43.087 ispezioni.

Le forze dell’ordine, nel mese di marzo, hanno sottoposto a controlli 29.000 persone, elevando 1.107 sanzioni (da 400 a 3.000 euro) e denunciando 28 persone per falsa attestazione, in autocertificazione, dei motivi per cui erano in giro nonostante i divieti.

Ad aprile i numeri sono stati molto più alti. Le persone controllate sono state 51.577 con 2.029 contravvenzioni e 17 denunce.

Il totale dei controlli (dal 6 marzo al 29 aprile) riporta: 80.577 verifiche personali, 3.136 multe e 45 denunce.

Una mole di sanzioni che porterà sicuramente a ricorsi, opposizioni e procedimenti. I termini, in questo momento, sono sospesi e quindi non c’è rischio di perdere il diritto alla difesa, ma una volta che anche la giustizia tornerà alla normalità si prevede un aumento delle azioni legali.

“Come sportello consumatori abbiamo già ricevuto molte telefonate – spiega l’avvocato Damiano Marinelli dell’Unione nazionale consumatori Umbria – Si tratta di cittadini che vogliono sapere come fare per contestare la sanzione, ritenendo di essere stati multati ingiustamente”.

Le vie da seguire sono due: ricorso al giudice di pace o al Prefetto. “Il primo passo è rivolgersi al Prefetto e dopo che questo ha emanato l'ordinanza ingiunzione, in caso di soccombenza, si va dal giudice di pace. In questo caso bisogna anche pagare 43 euro di marche e poi andare davanti al giudice che, il più delle volte, compensa le spese, anche se il cittadino vince, ritrovandosi a pagare all’incirca la stessa cifra della sanzione – dice ancora l’avvocato Marinelli – Il ricorso al Prefetto non prevede spese o l’avvocato, ma in caso di soccombenza la cifra raddoppia”.

Le telefonate giunte allo sportello dell’Unione nazionale consumatori Umbria riferiscono casi disparati: “Bisogna premettere che la decretazione d’urgenza ha lasciato troppa discrezionalità agli agenti operanti, quindi ci troviamo di fronte ad una casistica molto vasta – riprende l’avvocato Marinelli – Abbiamo la signora con la patente scaduta che dal 4 maggio dovrebbe tornare a lavorare, ma ha paura perché per sua negligenza non l’ha rinnovata prima del blocco e, per lei, non potrebbe valere la sospensione dei termini di tutti i documenti scaduti. Oppure c’è il cittadino che è stato multato perché era andato a fare la spese in un supermercato, ma secondo gli agenti era troppo lontano da casa e nelle vicinanza c’è un negozio di prossimità – racconto Marinelli – Il cittadino non ha diritto a fare la spesa risparmiando?”.

Tra le motivazioni di tante multe c’è proprio la distanza da casa. “Un cittadino è stato sanzionato perché trovato fuori casa a passeggiare. Ha spiegato che abitava in quella via, sostenendo di essere nei 200 metri previsti. Per gli agenti accertatori erano 500, senza aver misurato alcunché ed è scattata la multa – conclude l’avvocato Marinelli – Un’altra persone è stata multata perché trovata ad oltre 200 metri da casa. In questa occasione gli accertatori hanno utilizzato Google maps per stabilire la distanza”.

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I motivi che hanno portato alle sanzioni, quindi, sono molteplici, altrettante motivazioni saranno quelle riportate in calce in tanti ricorsi.

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