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Coronavirus, protesta nella Sanità: via allo stato d'agitazione, i sindacati dal prefetto

La mancanza di confronto con la Regione e la carenza di personale alla base delle rimostranze delle sigle umbre Cgil, Cisl e Uil

"La Regione non ci ascolta, servono assunzioni". Con queste parole venerdì scorso i sindacati dei lavoratori della sanità lamentavano l'assenza di un confronto con la Regione e oggi, a tre giorni di distanza, annunciano l'apertura dello stato di agitazione.

La grave situazione di carenza d’organico in tutti i profili sanitari, che comporta il rischio di sospensione di importanti attività ordinarie, non è stata minimamente affrontata. È quanto denunciano i sindacati umbri, Cgil, Cisl e Uil insieme alle rispettive categorie dei lavoratori della sanità, che hanno aperto le procedure di raffreddamento propedeutiche alla dichiarazione dello stato di agitazione e chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto di Perugia, Armando Gradone (in programma domattina alle ore 10). Cgil, Cisl e Uil - come si legge nella lettera indirizzata al prefetto - temono un peggioramento delle condizioni sanitarie della popolazione e degli indici di mortalità anche per patologie non collegate al Covid e, al tempo stesso, sottolineano come "carichi di lavoro insostenibili” espongano il personale "a gravi rischi personali e professionali". 

I sindacati della Sanità: "La Regione non ci ascolta, servono assunzioni"

"Il confronto con le aziende, laddove avviato - denunciano i sindacati - appare inefficace. I lavori dei tavoli regionali previsti nell’accordo del 5 maggio 2020, a mesi di distanza, non sono mai partiti. Ergo, nessun confronto sull’organizzazione e sui riflessi sulla sicurezza, né sulle forniture di dispositivi di protezione e tantomeno sugli organici". E a proposito di organici, “la selezione per l’assunzione di 324 infermieri avviata dalla Usl Umbria 2 in convenzione con l’azienda ospedaliera di Terni rischia di impantanarsi - denunciano ancora i rappresentanti dei lavoratori - a causa di errori effettuati durante le prove pre-selettive”.

Venerdì scorso i sindacati sono stati convocati dalla Regione, che ha "soltanto fornito un’informativa - lamentano -, tramite il Commissario regionale per l’emergenza Covid, Antonio Onnis, sulla situazione epidemiologica e sulle iniziative già predisposte dalla Regione. L’assenza della parte politica ha impedito qualsiasi concreto confronto volto ad affrontare la madre di tutte le difficoltà: l’assoluta carenza di personale, alla quale non può che essere nuovamente collegata una progressiva sospensione delle attività ordinarie, con gravi rischi per la salute dei cittadini, in particolare - concludono Cgil, Cisl e Uil - per coloro che non hanno la possibilità di rivolgersi alle strutture private a pagamento”.

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