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Coronavirus, aumentano i casi nella Rsa di Città di Castello: "Focolaio improvviso, ci aiuti la Usl"

Altri 22 positivi dopo il secondo giro di tamponi alla 'Muzi Betti', col totale che sale a 68. Il sindaco Bacchetta: "Serve personale per sostituire gli operatori in isolamento"

Aumentano i casi di coronavirus all'interno della Rsa 'Muzi Betti' di Città di Castello, tanto che il sindaco Luciano Bacchetta lancia un appello alla Usl: "Diventa necessario un lavoro d'emergenza - afferma il primo cittadino tifernate in un video messaggio - nel quale speriamo e siamo sicuri ci darà una mano anche Usl: servono infermieri e operatori sanitari per sostituire quelli della stuttura che sono positivi e in isolamento".

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A comunicare il 'bollettino' e i numeri è lo stesso Bacchetta: "È stato un focolaio improvviso - spiega -, anche se era probabile che accadesse dopo mesi in cui la struttura era rimasta indenne al contagio. Il primo giro di tamponi aveva fatto registrare 46 positivi: 15 operatori quasi tutti senza sintomi e in isolamento domiciliare e 31 anziani ospiti della Rsa, alcuni dei quali ricoverati anche se al momento per fortuna con sintomi lievi. Il secondo giro di tamponi poi ha portato oggi ad altre 22 positività, 17 tra gli ospiti e 5 tra gli operatori, e nelle prossime ore ci sarà una terza serie di controlli che potrebbe portare ad altri casi".

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Il totale intanto è di 68 positività, numeri che destano preoccupazione anche se il sindaco invita alla calma: "L'obiettivo - dice Bacchetta - è di tenere il maggior numero possibile di anziani qui a Città di Castello, nella struttura o nel reparto Covid che ospita. Criticare è facile ma mai come in questo momento è necessaria una grande solidarietà nei confronti di chi opera in quella struttura. L'importante ora è fare in modo che la direzione sanitaria, gli operatori e la dirigenza siano in grado di reggere l'urto di questa vicenda complessa, con risposte immediate. Servono calma e sangue freddo, sperando che se ne esca presto e bene, senza danni eccessivi".

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