Coronavirus, indice Rt in lieve aumento per l'Umbria: la 'classifica' delle regioni (9 sopra all'1)

Pubblicato il nuovo report settimanale di monitoraggio con i dati della settimana 3-9 agosto raccolti da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità

Cresce ancora il valore dell'indice Rt (indice di trasmissione) in Umbria, dove - come risulta dal nuovo report settimanale di monitoraggio Covid-19 stilato dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità (con i dati relativi al periodo 3-9 agosto aggiornati all'11 agosto) - passa dallo 0.58 della settimana precedente allo 0.76 attuale. Ciò nonostante il 'cuore verde d'Italia' si conferma comunque una delle regioni più 'virtuose' in questa speciale 'classifica': solo sei le regioni che possono vantare un valore inferiore a quello umbro, mentre inbtanto scendono a 9 i territori che presentano un valore dell'indice Rt superiore alla soglia 'critica' dell'1 (nella settimana precedente erano 12).

Coronavirus in Umbria: l'ultimo bollettino settimanale

"Complessivamente - si legge nel report - il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, sebbene non in una situazione critica, continua a mostrare segnali di attenzione:". Questo perché "a livello nazionale, si osserva nuovamente un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente. L’aumento è soprattutto in persone asintomatiche. L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici, è pari a 0.96 (la settimana precedente era a 1.01, ndr)". Nel report si spiega poi che "l’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è ormai intorno ai 40 anni; questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte ad un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse.Questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari".

"In tutte le Regioni/PPAA - si legge ancora nel documento -, anche in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2. Nella settimana di monitoraggio il 36% dei nuovi casi diagnosticato in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 28% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (32,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (3,8%)". In quasi tutto il territorio nazionale, durante la settimana monitorata, sono stati diagnosticati "nuovi casi di infezione importati da altra Regione e/o da Stato Estero. Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell’infezione, vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine. Questo conferma come in Italia l’epidemia di COVID-19 non sia conclusa e come la situazione epidemiologica rimanga estremamente fluida e a rischio di peggioramento". A tal proprosito sono stati "riportati complessivamente 925 focolai attivi di cui 225 nuovi, entrambi in aumento per la seconda settimana consecutiva. Questo comporta un forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus come dimostrato da valori di Rt pari o inferiori a 1 nella maggior parte delle Regioni/PPAA".

Indagine di sieroprevalenza: solo lo 0,9% degli umbri ha sviluppato anticorpi

Indice Rt in Italia* - Sicilia 1.41 (1.62), Abruzzo 1.33 (0.82), Toscana 1.28 (1.2), Veneto 1.20 (1.28), Puglia 1.14 (1.1), Lombardia 1.13 (1.04), Liguria 1.05 (1.16), Piemonte 1.04 (0.87), Marche 1.02 (1.13), Lazio 0.99 (1.08), PA Bolzano 0.97 (1.43), Campania 0.86 (1.25), PA Trento 0.78 (1.28), Emilia Romagna 0.77 (1.01), Umbria 0.76 (0.58), Valle d'Aosta 0.37 (0.11), Sardegna 0.33 (0.12), Friuli Venezia Giulia 0.32 (0.26), Basilicata 0 (0), Calabria 0 (0), Molise 0 (0).

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(*tra parentesi il dato della settimana precedente)

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