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Coronavirus: videoconferenze e collegamenti da remoto per le udienze civili e penali

Il Ministero della Giustizia dirama una direttiva ai Tribunali. Fino al 31 maggio solo processi e comunicazioni telematiche in presenza di detenuti

Alla luce dei provvedimenti di contrasto alla diffusione del Coronavirus il Ministero della giustizia ha emanato un provvedimento che “individua i collegamenti da remoto per lo svolgimento delle udienze civili e delle udienze penali” come previsto dalla legge.

Le udienze civili potranno “svolgersi mediante collegamenti da remoto organizzati dal giudice utilizzando i seguenti programmi attualmente a disposizione dell’amministrazione”, cioè Skype for business e Teams.

Le udienze penali, invece, si svolgeranno utilizzando “gli strumenti di videoconferenza già a disposizione degli uffici giudiziari e degli istituti penitenziari”. In alternativa possono essere “utilizzati i collegamenti da remoto “laddove non sia necessario garantire la fonia riservata tra la persona detenuta, internata o in stato di custodia cautelare ed il suo difensore e qualora il numero degli imputati … consenta la reciproca visibilità”. Le norme per i detenuti sono valide sino alla data del 31 maggio 2020.

Per quanto riguarda gli istituti penitenziari e gli istituti penali per minorenni sino al 22 marzo 2020, “i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati, sono svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, che può essere autorizzata oltre i limiti della normativa vigente”.

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