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Coronavirus, l'Oms dichiara la pandemia: ecco cosa cambia. In Umbria 44 contagiati, nessun decesso

Covid-19 già diffuso in 90 Paesi: la decisione dopo le conferme sui primi focolai africani e sudamericani. Ora gli stati devono fare un passo indietro e gli esperti potranno chiedere lo stop alle attività produttive e limiti alla circolazione via terra

"Covid-19 può essere caratterizzata come una pandemia". L'annuncio ufficiale è stato dato in conferenza stampa a Ginevra da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel giorno in cui i morti nel mondo hanno superato la spaventosa cifra di 4.350. Da giorni del resto c'erano almeno due criteri per definire come tale l'infezione da nuovo coronavirus: si diffonde tra le persone e può essere mortale, mentre la sua caratteristica globale è stata infine confermata dai dati certi sui primi focolai africani e sudamericani.

L'ESCALATION - E se dopo la Cina (dove l'epidemia è scoppiata a dicembre) e la Corea del Sud al terzo posto per numero di contagi resta l'Italia - con il bollettino che alle 18 di ieri (martedì 10 marzo) registrava 8.514 positivi, 631 deceduti e 1004 guariti (44 casi, 2 guariti e nessun decesso in Umbria secondo l'ultimo bollettino della Regione) - il virus si sta propagando nel resto del mondo ed è già arrivata in 90 Paesi. Tra quelli in cui il numero di contagi e vittime cresce di più è la Spagna, che ha superato quota 2mila contagi (la metà circa nella sola Madrid) con 47 morti. Prima vittima anche in Belgio mentre in Germania si è arrivati alla terza e nel Regno Unito è risultata positiva la ministra della Salute.

COSA CAMBIA? - Ma cosa cambia con la decisione dell'Oms? Non poco, considerato che da ora in avanti i singoli stati devono fare un passo indietro ed eseguire i piani dell’Oms per impedire che il virus si diffonda ulteriormente. Gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità potranno richiedere una serie di misure anche drastiche, come lo stop alle attività produttive e limiti alla circolazione anche via terra. "Con la dichiarazione dello stato pandemico l’Oms può mandare i suoi operatori in loco, come fanno i caschi blu dell’Onu e può chiedere ai singoli Paesi di adottare misure di mitigamento, come il fermo di alcune attività o dei trasporti anche via terra - aveva già spiegato qualche giorno fa a 'La Stampa' Walter Ricciardi, membro dell’executive board dell'Oms e consigliere del ministro italiano della Salute Roberto Speranza -. Nessun obbligo, ma il non rispetto delle disposizioni equivarrebbe alla mancata applicazione di norme internazionali, fatto che implica l’applicazione di sanzioni".
 

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