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Blitz del Nas: mascherine irregolari vendute a ospedali e Asl, denunciati tre imprenditori umbri

Certificati di conformità falsi e un giro di affari di oltre 4 milioni. I dispositivi di protezione arrivavano da Cina e Tunisia: solo 300 quelli rintracciati e sequestrati finora, ma continuano gli accertamenti

Raffica di sequestri e di denunce per frode in tutta Italia e anche in Umbria, dove gli accertamenti svolti dal Nas di Perugia ha portato alla luce un ingente commercio di mascherine chirurgiche (classificate come dispositivi medici) e mascherine protettive (classificate come dispositivi di protezione individuali) corredate da certificati di conformità risultati falsi.

Blitz del Nas: denunciati i titolari di 5 case di riposo umbre e 43 medici di base

Tre i legali rappresentanti di altrettante società che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Perugia per frode in commercio, frode in pubblica fornitura e uso di atto falso, per aver dato vita ad un giro di affari del valore di oltre 4,1 milioni di euro. Uno dei tre denunciati, da solo aveva commercializzato a privati ed enti pubblici (ospedali, Asl, Comuni, Case Circondariali) circa un milione e 500 mila mascherine chirurgiche importate dalla Tunisia e dalla Cina con falsi certificati di conformità. Al momento soltanto 300 mascherine sono state rintracciate e sottoposte a sequestro penale. Sono in corso ulteriori accertamenti presso le strutture pubbliche destinatarie delle mascherine irregolari.    

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