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Coronavirus, il Ministero della Salute: "Incremento della mortalità solo a Perugia"

A dirlo è l'ultimo rapporto settimanale (3-9 febbraio) del sistema di sorveglianza sull'andamento della mortalità giornaliera (Sismg), che esamina i dati di 33 Comuni italiani in relazione all’epidemia di Covid-19

"Nelle ultime settimane si rileva un trend di incremento della mortalità solo a Perugia" mentre per la settimana 3 -9 febbraio "in gran parte delle città si osserva un trend in calo o valori costanti in linea con l’atteso o all’interno della banda di confidenza". A dirlo è l'ultimo rapporto del sistema di sorveglianza sull'andamento della mortalità giornaliera (Sismg) in relazione all’epidemia di Covid-19, che include i dati di 33 Comuni italiani, aggiornato al 9 febbraio 2021.

EFFETTO 'HARVESTING' - Si fa poi un bilancio del mese di gennaio: "I dati della mortalità relativi al periodo 1-31 gennaio mostrano complessivamente sia al nord che al centro-sud una mortalità lievemente superiore all’atteso (+5% al nord, +6% al centro-sud) ma con una grande eterogeneità tra città". E se in alcune città (Aosta, Brescia, Verona, Venezia, Padova, Genova, Bologna, Roma, Bari, Potenza, Messina, Palermo) "la mortalità di gennaio rimane significativamente superiore all’atteso", in altre invece (Torino, Milano, Frosinone, Cagliari, Catanzaro) "la mortalità è stata significativamente più bassa del valore di riferimento per il mese preso in considerazione". Tale fenomeno, secondo il report, "è attribuibile a un possibile effetto 'harvesting', che in seguito all’eccesso di mortalità osservato nei 2 mesi precedenti, ha ridotto la quota dei soggetti più fragili ad elevato rischio di mortalità nel mese di gennaio". Da notare anche che per i primi mesi del 2021 il sistema di sorveglianza 'InfluNet' dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato una bassissima incidenza delle sindromi influenzali  rispetto agli anni precedenti quando si raggiungeva il picco epidemico stagionale.

Andamento della mortalità giornaliera (Sismg): il report

LE VARIE 'ONDATE' - Complessivamente l’andamento stagionale della mortalità mostra il valore in linea con l’atteso ma nel report si evidenzia "l’anomalia della mortalità osservata nel 2020 rispetto alle variazioni stagionali (valori massimi nel periodo dicembre-febbraio e valori minimi nel periodo giugno-agosto), osservato nei 5 anni precedenti. Nel 2020 si sono verificati due picchi di mortalità in corrispondenza della prima fase (marzo-aprile) e della seconda ondata (ottobre-dicembre) dell’epidemia Covid-19. Il forte incremento della mortalità osservata nella prima fase dell’epidemia di Covid-19, è stato seguito da una riduzione che ha riportato la mortalità in linea con i valori di riferimento a fine maggio". A partire dalla seconda metà di ottobre invece si è osservato "il secondo incremento della mortalità che ha raggiunto il picco nella seconda metà del mese di novembre per poi tornare ai valori di riferimento a gennaio 2021".

LE CLASSI D'ETÀ - Il documento riporta poi gli eccessi settimanali (differenza tra dati osservati e baseline) in 5 città (Torino, Milano, Genova, Roma e Palermo) per classe di età. Rispetto alla settimana precedente, a Milano e a Torino la mortalità rimane costante, in linea o inferiore all’atteso in tutte le classi di età. A Genova non si osservano variazioni rispetto alla settimana precedente se non un incremento nella classe di età 0-64 anni mentre a Roma si osserva un ulteriore calo della mortalità, soprattutto nelle classi di età più giovani (0-64 e 65-74 anni) con la mortalità che torna in linea con i valori l’attesi in tutte le classi di età. A Palermo si osserva un calo nelle fasce di età estreme (0-64 e 85+ anni) mentre nelle classi di età intermedie si osserva un incremento dell’eccesso di mortalità. 

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