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Covid, morto Luigi Bonucci: Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve in lutto

Per anni collaboratore nel settore amministrativo degli arcivescovi Antonelli, Chiaretti e Bassetti, era ricoverato all'ospedale di Perugia dove è deceduto a 96 anni il 17 marzo

L'Archidiocesi di Perugia è in lutto per la scomparsa a 96 anni del dottor Luigi Bonucci, per anni collaboratore nel settore amministrativo degli arcivescovi Antonelli, Chiaretti e Bassetti e direttore dell’Ufficio diocesano per l’edilizia di culto, membro, insieme alla moglie Maria Teresa Andreoli, dell’Equipe Notre Dame perugino-pievese. È deceduto in ospedale a Perugia il 17 marzo dopo 15 giorni di ricovero a causa del Covid-19. Le esequie saranno celebrate sabato (20 marzo, alle ore 10.30), nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Apostolo in Ponte d’Oddi di Perugia.

"È tornato alla Casa del Padre - si legge in un comunicato della diocesi -. Aveva cinque figli: Gianni, Enrico, Donatella, Carlo e Francesco. Quest’ultimo, frate minore francescano, è il parroco di Ponte d’Oddi-Montegrillo e cappellano del Carcere di Capanne. L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve è spiritualmente vicina alla famiglia Bonucci, esprimendole il suo profondo cordoglio per la perdita del dott. Luigi, esempio di laico impegnato al servizio della comunità ecclesiale e civile. Da direttore dell’Ufficio diocesano per l’edilizia di culto si distinse nella realizzazione di nuovi e funzionali complessi parrocchiali, svolgendo il suo delicato incarico con particolare dedizione, passione e scrupolosità".

"Nella società civile - spiegano ancora dall'Archidiocesi - ricoprì importanti incarichi professionali, tra cui quello di direttore regionale Inps dell’Umbria e poi della Toscana. Fu anche consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. In ambito politico-istituzionale fu sindaco di Deruta negli anni ’50, della ricostruzione post-bellica, promotore dell’istituzione del locale Istituto superiore di belle arti. Ancora oggi i collaboratori di Curia hanno del dott. Luigi Bonucci un vivo ricordo e una infinità gratitudine per l’umanità e la professionalità a loro trasmesse, «un autentico testimone del Vangelo – commentano – nella vita lavorativa e nel ricoprire ruoli di responsabilità».

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