Coronavirus: importa mascherine con il trucco per frodare il fisco, nei guai imprenditore di Umbertide

L'azienda aveva importato dalla Cina 90mila dispositivi, ma l'ordine di ospedali e associazioni era per soli 20mila. Sequestrate dalla Guardia di finanza 70mila mascherine pronte per il mercato nero

Mascherine cinesi con il trucco sono state sequestrate dalla Guardia di finanza di Ancona e l’importatore è stato denunciato. Una parte del carico era destinata ad un'associazione della protezione civile dell’Umbria.

Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle l'azienda avrebbe ordinato le mascherine dalla Cina indicando “che i Dpi fossero destinati a due ospedali campani e a un'associazione della protezione civile umbra”, ma in realtà le mascherine ordinate dagli enti erano in quantità inferiore. Le mascherine in eccesso sono state requisite e distribuite alla Protezione civile, mentre l'imprenditore è stato denunciato per falsa attestazione.

Sono state così sequestrate 70mila mascherine Ffp3 che avrebbero dovuto finire sul mercato nero a costi maggiorati, secondo la Finanza, invece che agli ospedali e a un’associazione che si occupa di attività di protezione civile di Umbertide, così come era indicato nei documenti di importazione.

Solo 20mila mascherine erano state ordinate: le chirurgiche, acquistate a circa 40-50 centesimi, sono state consegnate regolarmente, in donazione, a un’associazione della Protezione civile di Umbertide, le Ffp3 (comprate a 2 euro circa e rivendute a 6-8 euro al pezzo) agli ospedali di Napoli e Caserta. Le altre 70mila tra Ffp3 (21mila) e chirurgiche (49mila) erano da vendere sul mercato.

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A finire nei guai, un 43enne di Torre Annunziata, ma residente ad Umbertide, titolare dell’impresa di Falconara: è stato denunciato per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Gli investigatori ora vogliono far luce sui rapporti tra l’indagato e il padre, un 68enne titolare di un’altra società che si occupa dell’intermediazione tra la ditta del figlio e i destinatari degli ordini. Si sospetta, infatti, che grazie a questi passaggi tra le due società i prezzi delle mascherine lievitassero per essere immesse nel mercato nero a 3,50-4 euro al pezzo, per quanto riguarda le chirurgiche, e fino a 25-30 euro per le Ffp3.

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