Cronaca

Coronavirus: genitori contro il rientro a scuola fino al 70%, il Tar anticipa l'udienza

Camera di consiglio prima che finisca la scuola, ma i giudici ribadiscono la priorità del diritto alla salute su quello all'istruzione

Il comitato di genitori che si battono contro la didattica a distanza tornano alla carica e chiedono al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria la sospensione del provvedimento regionale che ha disposto il rientro a scuola degli studenti fino alla quota del 70%.

I genitori, assistiti dagli avvocati Alessandra Bircolotti ed Ermes Farinazzo, hanno chiesto l’annullamento e la sospensione dell'ordinanza del 22 aprile 2021 con la quale di dispone che “le attività didattiche delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, sono svolte in presenza nella misura del 70% della popolazione studentesca”, chiedendo il ripristino della didattica in presenza al 100% e “laddove non possibile, nella percentuale che le singole istituzioni scolastiche, nell'esercizio della propria autonomia scolastica, riterranno consentito in base alla propria dotazione di spazi, da attuarsi nel rispetto dei protocolli di sicurezza finalizzati a prevenire la diffusione della epidemia Covid-19”.

I genitori hanno chiesto, oltre alla sospensione dell’ordinanza, l’accorciamento dei tempi di discussione davanti ai giudici amministrativi (la scuola finisce il 9 giugno).

Per i giudici del Tar “nel merito della domanda in esame, non si ravvisa l’estrema urgenza poiché il permanere di una quota di didattica a distanza, ulteriormente e progressivamente nel tempo ridotta, è specularmente attuativa di un piano da tempo adottato e volto alla progressiva riattivazione della didattica in presenza, del quale l’ordinanza gravata dà espressamente atto”. Anche nei precedenti ricorsi il Tar “non ha ravvisato un’urgenza tale da non poter attendere la trattazione collegiale dell’istanza, evidenziando che la fattispecie vede una prevalenza dell’interesse alla salute collettiva che nell’immediato è tale da imporre di privilegiare il principio di precauzione , proprio perché in presenza di dati scientifici non esattamente forieri di certezze e comunque da verificare nella sede di merito”.

La novità, questa volta, è l’accoglimento dell’istanza di “abbreviazione del termine per la individuazione di una camera di consiglio, per la trattazione collegiale dell’istanza, anteriore alla perdita di efficacia del provvedimento”, cioè prima della fine della scuola, e in accoglimento “limitatamente all’istanza istruttoria volta al deposito dei documenti istruttori indicati nell’ordinanza e dei verbali del CTS”. Fissando la camera di consiglio il 25 maggio prossimo.

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