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Coronavirus: mascherine e guanti, il vademecum anti contagio per agenti e operatori della sicurezza

Consegnate cinquemila maschere per la Questura di Perugia e nuove regole per gli uffici. Chiuso il sottopasso di Fontivegge: troppi spacciatori e clienti. Pici (Siulp): "Rivedere il sistema di denunce per l'autocertificazione"

Cinquemila mascherine per gli agenti della Questura di Perugia, chiusura del sottopasso della stazione di Fontivegge e spostamento dell’unità di strada a Sant’Erminio.

Sono i provvedimenti per garantire la sicurezza dei cittadini e proseguire nelle azioni di contrasto all’epidemia da Coronavirus. Grazie allo sblocco della fornitura di un’azienda locale adesso anche gli operatori di Polizia della Questura di Perugia hanno a disposizione tutti i dispositivi di sicurezza previsti dai protocolli sanitari. Agli agenti è stato anche fornito un vademecum di intervento che prevede l’utilizzo di mascherina e guanti quando non si può evitare il contatto.

“L’attuale quadro normativo di emergenza, prevede che gli spostamenti sul territorio possano essere effettuati solo per ­comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, e, in caso di trasgressione, gli organi di Polizia deputati ai controlli, provvedono a denunciare i trasgressori per la violazione articolo 650 c.p. - dice Massimo Pici, sindacalista del Siulp - una contravvenzione, reato per cui è prevista, salvo il caso dell’arresto, come pena l’ammenda (qualificata dal codice penale come pena, al pari della reclusione e dell’arresto). Ora, il pagamento spontaneo dell’ammenda, genera l’esecuzione della pena e l’impossibilità successiva di opporsi alla condanna. La conseguenza è che la condanna diviene irrevocabile e sarà segnalata sul casellario giudiziale e, il soggetto interessato, non risulterà più incensurato”.

Tutte queste denunce, però, innescheranno un ingorgo nelle Procure con migliaia di fascicoli e di opposizioni al decreto penale di condanna con trasformazione dell’ammenda tramite l’oblazione, con conseguente estinzione del reato. “In via del tutto propositiva, e con rispetto delle condizioni in cui si trova ad operare chi, in questo particolare momento, deve prendere le decisioni per l’interesse collettivo, si segnala l’opportunità di valutare l’ipotesi di adottare, piuttosto che una sanzione di carattere penale, una diversa, di carattere amministrativo e non penale – prosegue Pici - Si potrebbe quindi ipotizzare l’adozione di provvedimenti sanzionatori anche gravi, ma di carattere amministrativo, con la previsione di multe il cui pagamento sia immediato, così da disincentivare in modo forte la commissione delle condotte censurate”. E in tal senso dovrebbe andare l’ulteriore modifica delle norme sulla mobilità durante l’emergenza Covid19.

Anche per questo per quanto riguarda gli interventi si sta evitando di inviare persone in Questura e raccogliere eventuali denunce direttamente sul posto. Negli uffici sono stati stabilite due turnazioni facendo in modo che gli operanti non si trovino mai nella stessa stanza. Gli uffici vengono puliti e sanificati alla fine di ogni turno.

Il sindacato Siulp ha, infine, chiesto e ottenuto rapidamente la chiusura del sottopasso di Fontivegge. “Era diventato un rifugio di spacciatori e clienti – dice Pici – Con aggravio di lavoro per le forze dell’ordine che devono controllare la stazione e il piazzale. Per questo è stato chiesto anche lo spostamento dell’unità di strada” per l’assistenza ai tossicodipendenti e ai senza tetto. Tutti saranno indirizzati al centro d’accoglienza del Comune in via Sant’Erminio, dove ci sono 35 posti.

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