Coronavirus: con la Fase 2 scatta la corsa a farsi togliere multe e verbali

In due giorni di apertura già diverse centinaia di telefonate al Codacons per sapere come fare ricorso contro le sanzioni per chi avrebbe violato le misure anti Covid19

Gli umbri sono stati bravi nel periodo di “reclusione” forzata imposta dal Governo per contenere l’epidemia Covid19. Su una popolazione di 882mila abitanti, i controlli hanno riguardato 150mila persone e sono state elevate 4.900 sanzioni (lo 0,6%). Adesso, però, molti cittadini contestano quelle multe, ritenendole ingiuste.

“Non tutte le multe elevate appaiono legittime e sono già numerose le segnalazioni giunte al Codacons Umbria – afferma Carla Falcinelli – Un centinaio di chiamate sono già giunte all’ufficio di Terni per quanto riguarda la provincia, altrettante sono quelle relative al territorio comunale di Perugia. Sono cittadini che lamentano la mancata possibilità di giustificare il motivo del proprio spostamento o l’irragionevolezza delle sanzioni da parte delle forze dell’ordine”.

Le sanzioni possono essere impugnate: davanti al Prefetto e, in caso di rigetto con raddoppio della sanzione, davanti al giudice di pace. “La proroga della scadenza per l’impugnazione è stata fissata fino al 14 giugno – prosegue Falcinelli del Codacons Umbria – i consumatori devono, però, fare attenzione, ai 30 giorni dalla ricezione dell’atto per poi fare ricorso. Come associazione di tutela dei consumatori offriamo un servizio di valutazione sulla sanzione, i motivi per cui è stata elevata e sulla opportunità del ricorso”.

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Le chiamate agli sportelli Codacons, riaperti solo da ieri e solo per telefono, sono già state tantissime: “Una signora è stata multata perché era uscita, dopo cena, con il figlio per andare al distributore automatico a prendere le sigarette. Si è fermata a fare le foto della piazza per provare il cellulare nuovo, dice lei, ed è stata multata”.

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