Cronaca

Coronavirus, un caffè rigorosamente da asporto per iniziare la fase 2 nel centro storico deserto

Perugia, professionisti che vanno a studio e qualche residente che vuol riassaporare la miscela del bar. Come si sono organizzati i locali dell'acropoli

Adeguarsi ai tempi e provare a ripartire. È questo lo spirito che anima i pochi titolari di bar che hanno deciso di riaprire sin da oggi con il servizio di asporto di caffè, cornetto e sandwich. Cartelli che indicano i comportamenti, nastri che delimitano le aree accessibili, come si sono organizzati i locali dell'acropoli.

Tra corso Cavour, piazza Matteotti, corso Vannucci, via Mazzini e piazza Danti, appena tre bar aperti e attrezzati per il servizio di asporto, l’unico concesso.

A Sant’Ercolano il bar omonimo, ad esempio, è aperto per le consegne a domicilio di panini e torte al testo. Giungendo in piazza Matteotti il Bristot è aperto, ma solo per la tabaccheria: “Aspettiamo una regolamentazione più precisa da parte delle istituzioni. Preferiamo rimanere chiusi una o due settimane ancora” bar2-2dicono dietro il banco e dietro alla mascherina.

La clientela, di fatto, scarseggia, perché nonostante l’allentamento delle misure governative, circolano solo professionisti con lo studio in centro e qualche residente che vuole prendere un caffè diverso da quello casalingo.

Sembra di capire anche che i locali più orientati ad offrire un servizio non solo di caffetteria, ma abbinandolo a pranzi veloci o aperitivi, preferiscano rimanere chiusi dopo un rapido calcolo di costi e ricavi. Per il bar che fornisce snack da bancone e caffè, invece, è più semplice adeguarsi alle nuove regole.

Al bar Duomo, ad esempio, “si entra uno alla volta, si ordina e si porta via – dice il barista – In queste prime ore della mattina sono venuti alcuni professionisti”, ma è anche lunedbar-3ì, il primo giorno di una fase in cui persistono timori e difficoltà.

Al bar Turreno, all’ingresso, su un tavolino c’è il gel igienizzante e si entra uno alla volta, anche se il locale è molto grande. “Le regole sono mascherina, guanti e solo ordine da asporto – dice il barista – Qualche cliente sta venendo, ma si tratta di persone che si trovano a passare perché vanno al lavoro”.

Ultimo bar in via Mazzini, locale omonimo, con il barista che posiziona un vassoio di cornetti appena sfornati denbar3-2tro le vetrine del bancone: “Si va avanti, un cliente alla volta – dice – Bisogna pur riprendere in qualche modo. Il cliente entra, prende e va via. Non si può neanche stare fuori al sole. Vedremo”.

Sì, vedremo, d’altronde è solo il primo giorno di una nuova vita. Per tutti.

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