Coronavirus, anche gli edicolanti in prima linea:"Lavoro utilizzando protezioni, ma da mamma vorrei stare a casa"

L'informazione è un diritto e i giornalai proseguono la loro attività anche a Perugia. Tra queste c'è Silvia: "Mi proteggo e vado avanti come cittadina e lavoratrice, ma da mamma e moglie vorrei restare a casa"

Mascherina, guanti e disinfettante come nuovi 'compagni' di lavoro. "Ma sotto c'è lo stesso sorriso di sempre", assicura Silvia ai suoi clienti dal gabbiotto della sua edicola in via Eugubina, nel quartiere perugino di Sant'Erminio, mentre si disinfetta le mani coperte dai guanti dopo avergli dato il giornale e il resto. Clienti che grazie anche al suo aiuto rispettano le misure di prevenzione consigliate da istituzioni esperti: metro alla mano e un cartello con le 'istruzioni' da seguire appeso tra papa Francesco e il cd dell'ultimo Sanremo.

"Devo dire che finora sono stati tutti bravi e rispettosi" assicura lei, che in tempi di quarantena e clausura - dopo anni difficili per le edicole - ha visto paradossalmente riconosciuto il ruolo 'sociale' della della sua attività. Del resto l'informazione, soprattutto di questi tempi, è un diritto di importanza fondamentale ed è considerato dal Governo Conte uno dei beni inderogabili, come i generi alimentari e i medicinali: "Sì, anche se da quel punto di vista a comprare il giornale sono gli stessi che lo compravano prima, mentre chi si informava online continuava a farlo". Sembra esserci più voglia di distrarsi: "Molti si buttano sul gossip - continua Silvia -. Il giornale diventa anche un 'diversivo', con il papà o la mamma che riscoprono il gusto di stare in casa coi bambini e gli comprano magari un regalo. Con i negozi tutti chiusi del resto la gente spende qui soldi che avrebbe speso altrove".

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I clienti insomma non mancano. Una decina quelli transitati nel quarto d'ora della nostra chiacchierata a distanza, ma tutti equipaggiati di mascherina o pronti ad arrangiarsi con il 'fai da te', come un cliente abituale con la sciarpa sulla bocca che si mette a scherzare fingendosi un bandito. "Negli ultimi giorni vedo molti più guanti e mascherine", racocnta poi Silvia, che accoglie i clienti con simpatia e cordialità ma non nega di essere preoccupata. "Se lo Stato decide che io svolgo un lavoro importante per il Paese lo faccio, per senso civico come cittadina e per l'aspetto economico come lavoratrice. Continuo a usare mascherina, guanti e disinfettante per la mia sicurezza mia e per quella dei clienti, chiudendo magari un po' prima il pomeriggio perché tanto dalle 18 c'è il 'coprifuoco'. Come mamma e moglie però - dice - preferirei restare a casa e non rischiare, anche se poi lo Stato dovrebbe garantire anche a noi quel sostegno che promette di dare in questa situazione di emergenza".

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