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Dottoressa aggredita durante una visita a domicilio: "Situazione insostenibile"

Nota dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Perugia dopo l'aggressione del medico da parte di un paziente che si rifiutava di indossare la mascherina nel rispetto delle norme anti-Covid

Ha destato clamore l'aggressione di una dottoressa dell'Inps, avvenuta la settimana scorsa alla periferia di Perugia durante una visita fiscale al domilio di un paziente che ha dato in escandescenza quando il medico gli ha chiesto di indossare la mascherina come previsto dalle norme anti-Covid. Un rifiuto che ha portato la dottoressa a non eseguire la visita, con l'uomo (poi denunciato) che l'ha però seguita in strada, colpendola in testa con lo smartphone che le aveva sottratto e tirandole contro degli oggetti presi dall'auto che la donna stava provando a raggiungere. Per fortuna grazie all'aiuto dei passanti e della volante della Polizia giunta sul posto, il medico se l'è cavata con un trauma cranico ma i danni psicolgici restano. Solidarietà arriva ora anche dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Perugia, intervenuto sulla vicenda con un comunicato stampa: 

Il comunicato stampa:

"Con grande amarezza l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Perugia stigmatizza e denuncia l’aggressione ai danni di una collega (RC) avvenuta circa una settimana fa presso il domicilio di un paziente, di cui siamo venuti a conoscenza solo oggi. Gli episodi di intolleranza, ed in alcuni casi di violenza, verso il personale sanitario non si fermano, nonostante  l’attuale riconoscimento del loro impegno, spirito d’abnegazione e di sacrificio, specie in tempo di  pandemia. 

Il recente episodio di cronaca di violenza è avvenuto il 25 marzo scorso in danno a una collega durante una visita fiscale. La dr.ssa RC, presso domicilio del paziente, dopo il aver effettuato il triage a distanza, chiedeva all’uomo di indossare la mascherina per poter entrare in casa. Il paziente  rispondeva in malo modo di non voler indossare la mascherina usando un linguaggio scurrile e incivile, urlando di entrare e di fare la visita alla svelta. La collega chiedeva dunque al paziente di uscire in giardino e di sedersi ad un tavolo esterno ma il pz rifiutava, continuando ad urlare e imprecare intimandole di entrare senza indossare la mascherina. A questo punto, in mancanza  delle condizioni di sicurezza per fare la visita, la dottoressa RC ha deciso di soprassedere alla visita  di andar via ma è stata raggiunta in strada, le è stato strappato di mano il Tablet ed è stata colpita con  lo stesso in testa. Non pago, il paziente è arrivato all’auto della vittima prima che ella riuscisse a salire e ha iniziato a prendere tutto ciò che era all’interno e a lanciarglielo in testa. Spaventata, RC si 
allontanava di corsa lungo la strada. Le persone che hanno assistito al fatto hanno allora chiamato la 
Polizia. Solo grazie al loro aiuto è riuscita a tornare alla sua auto e quindi ha sporto denuncia. Alla 
collega è stato diagnosticato un trauma cranico, ma soprattutto è stata profondamente segnata a livello psicologico. Le auguriamo una pronta guarigione.

L'Ordine dei Medici di Perugia esprime piena solidarietà alla collega coinvolta, vittima di una violenza gratuita ed immotivata, incolpevole di tale episodio e meritevole, invece, di massima considerazione e rispetto per il delicato servizio che svolge, con dedizione e professionalità, a tutela del bene primario della salute, sia pubblica che privata. La violenza perpetrata è altresì aggravata dal fatto di essere stata rivolta ai danni di una donna, da parte di un aggressore uomo, che ha fatto percepire alla vittima un senso di preoccupazione e timore per la propria incolumità sin dal primo contatto. La situazione è diventata non più sostenibile, proprio perché diventa sempre più difficile esercitare la professione in maniera serena a causa di un esiguo numero di incivili, che però, con i loro atteggiamenti inqualificabili, recano danni a tutta l’utenza oltre che ai professionisti della sanità. 

L’Ordine auspica inoltre che vengano presi da parte delle Autorità severi provvedimenti a carico degli  aggressori in ottemperanza al cosiddetto “Ddl n. 867 Aggressioni” che riguarda la sicurezza degli  operatori sanitari".

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