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Coronavirus, decessi in Umbria +47% nella seconda ondata. "Subito vaccino per gli anziani, è una strage"

L'analisi dello Spi Cgil che chiede un confronto immediato con la Regione per potenziare la sanità pubblica

Negli ultimi due mesi del 2020, secondo l'Istat, in Umbria i decessi sono aumentati del 47 per cento rispetto alla media degli anni precedenti. In piena seconda ondata da coronavirus i lutti sono stati drammaticamente tanti. Il 95,6 per cento è ultra 60enne. Lo spi Cgil dell'Umbria è estremamente preoccupata anche perchè in queste settimane c'è stato un aumento dei contagi anche nelle Rsa dove si trovano i soggetti più fragili, anziani con patologie o non più autosufficienti: dalla Muzi Betti di Città di Castello, al Seppilli e al Fontenuovo di Perugia, alla RSA di Magione, sono poche ormai le strutture per anziani nella nostra provincia non colpite duramente dalla seconda ondata.

Lo Spi Cgil ha chiesto a gran voce un confronto con la Regione sul rapporto sanità, territori e difesa degli anziani. E allo stesso tempo i sindacati sono pronti ad una forte mobilitazione per i vaccini. "Bisogna fare presto perché come ci dicono i dati, rischiamo di assistere passivamente ad una vera e propria strage degli anziani. Dobbiamo dircelo con franchezza, ogni ora, ogni minuto perso rischia di avere una drammatica conseguenza in termini di vite umane. In particolare per gli anziani, visto che il 95,6% dei decessi colpisce gli ultra 60enni e vaccinare presto gli anziani può ridurre la mortalità del 70 per cento".

Lo Spi chiede anche un ulteriori potenziamento e finanziamento della sanità pubblica dopo anni di tagli per motivi di bilancio effettuati a livello nazionale e a ricaduta a livello regionale.

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