Coronavirus, a Magione altri nuovi casi di contagio e 11 denunciati per le violazioni al decreto

Il sindaco: "Tutta la catena dei contatti era già stata oggetto di indagine. A differenza del passato la trasmissione è però avvenuta internamente al nostro territorio, cioè tra magionesi"

"Due nuovi positivi" al coronovirus a Magione. E come scrive il sindaco Giacomo Chiodini su Facebook "è il primo esempio di contagio "non esterno", anche se legato ai casi precedenti".

E ancora: "Il numero di persone coinvolte a Magione dalla trasmissione del virus sale a cinque, di cui quattro in quarantena nella propria abitazione (e in buone condizioni) e uno ancora ricoverato in ospedale. Nuovi episodi anche nei vicini comuni di Corciano e Passignano. I due casi di oggi a Magione – comunicati da USL Umbria 1 – sono collegati ai contagi conosciuti e riguardano persone già in isolamento da diversi giorni con i propri familiari. Tutta la catena dei contatti era già stata oggetto di indagine. A differenza del passato la trasmissione è però avvenuta internamente al nostro territorio, cioè "tra magionesi"". 

Il quadro odierno, spiega il sindaco, "non deve spaventare ma far accrescere in noi un maggior senso di responsabilità: cerchiamo azzerare le uscite e rispettare sempre le distanze di sicurezza. Ora più che mai bisogna essere uniti e stare a casa. Si rilancia proprio per questo la campagna dei volontari della Misericordia Magione per la consegna della spesa a domicilio: grazie a tutti coloro che si stanno mettendo a disposizione".

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Poi il capitolo denunce: "proseguono intanto i controlli su cittadini che “girano” senza significativo motivo. In soli due giorni la polizia locale e i carabinieri hanno denunciato circa 11 persone. Un lavoro – quello su strada – difficile e che non trova sempre sufficiente rispetto verso la divisa da parte di chi viene fermato. Grazie quindi ai nostri vigili, all’arma e alle altre forze dell’ordine impegnate, oggi ad esempio la guardia di finanza.  Si è anche proceduto a chiudere con ordinanza gli ultimi bar legittimamente aperti dopo il decreto iorestocasa, si trattava degli esercizi attivi in aree di servizio e stazioni ferroviarie".

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