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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Coronavirus, consegnate 60 confezioni della pillola anti Covid. Prima somministrazione all'ospedale di Perugia

L'assessore regionale Luca Coletto: " Non è un’alternativa al vaccino ed è stata distribuita alle Regioni dalla Struttura Commissariale"

La pillola contro il Covid di Merck è arrivata in Umbria ed è già stata somministrata ad un paziente.

L’assessore Luca Coletto lo ha annunciato nel suo profilo ufficiale: “Arrivata in Italia e in Umbria la prima pillola anti-Covid Merck per pazienti non gravi, tramite assunzione orale a casa con 5 giorni di trattamento. Non è un’alternativa al vaccino ed è stata distribuita alle Regioni dalla Struttura Commissariale”.

La ripartizione delle confezioni della pillola Merck a livello regionale è la seguente: 360 confezioni in Abruzzo, 60 in Basilicata, 120 in Calabria, 480 in Campania, 80 in Emilia Romagna, 20 in Friuli Venezia Giulia, 1.680 nel Lazio, 1.080 in Liguria, 1.800 in Lombardia, 600 nelle Marche, 60 in Molise, 739 in Piemonte, 60 rispettivamente per le province autonome di Trento e Bolzano, 240 in Puglia, 60 in Sardegna, 360 in Sicilia, 1.440 in Toscana, 60 in Umbria, 120 in Valle D'Aosta e 1.440 in Veneto.

“Da tempo sosteniamo che la lotta al covid debba comprendere oltre al vaccino, le cure. I monoclonali rappresentano una grande opportunità di cura in particolare per i soggetti fragili, ora arriva questo nuovo farmaco anche in Umbria. A disposizione già 60 confezioni e presto ne arriveranno altre – precisa l’assessore regionale - Il medicinale è autorizzato per il trattamento dei pazienti Covid-19 non ricoverati con recente insorgenza di malattia da lieve a moderata e con condizioni cliniche sottostanti che possono rappresentare fattori di rischio specifici per lo sviluppo di Covid-19 grave”.

pillola-anticovid-2-2La prima somministrazione della pillola anti-Covid Lagevrio per pazienti non gravi è stata prescritta dalla professoressa Daniela Francisci, direttrice del reparto di malattie infettive dell'ospedale di Perugia.

"La paziente, selezionata secondo i criteri previsti dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) – sottolinea l’assessore - effettuerà il trattamento presso il proprio domicilio attraverso l’assunzione di 4 compresse, 2 volte al giorno, per 5 giorni. Il farmaco è un antivirale orale, rivolto a pazienti adulti con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di COVID-19 grave, da utilizzare il più precocemente possibile e al massimo entro 5 giorni. L’obiettivo principale di tali trattamenti è quello di contribuire a ridurre la quota di pazienti che necessitano di ricovero ospedaliero".

Cos'è la pillola Merck contro il covid

Molnupiravir è stato il primo farmaco in pillole indicato per la cura dell'infezione da coronavirus ad essere registrato. L'agenzia regolatoria britannica (Mhra) lo ha autorizzato per prima, il 4 novembre scorso. Ma a cosa serve e chi può usarla? Messo a punto dal colosso farmaceutico americano Merck Sharp & Dohme in partnership con Ridgeback Biotherapeutics, si tratta di un antivirale orale autorizzato per il "trattamento dei pazienti Covid-19 non ricoverati, con recente insorgenza di malattia da lieve a moderata, e con condizioni cliniche concomitanti che possono rappresentare fattori di rischio specifici per lo sviluppo della malattia grave".

Come funziona

La pillola di Merck agisce interferendo con la capacità del coronavirus Sars-CoV-2 di replicarsi. È stata progettata per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione e riducendo quindi il rischio di provocare malattie gravi. Molnupiravir non colpisce la proteina spike del coronavirus, quella che il sistema immunitario umano è in grado di riconoscere e verso la quale produce anticorpi detti neutralizzanti (cioè in grado di neutralizzare il virus). Per questo, secondo quanto spiegato dai suoi produttori, la sua efficacia sarebbe garantita a prescindere dalle varianti presenti e future. L'efficacia del farmaco nel prevenire le ospedalizzazioni sarebbe del 30%, ossia meno rispetto agli studi preliminari di fase 3 che indicavano invece una riduzione dei decessi e ricoveri del 50%.

L'utilizzo e la selezione del paziente

La determinazione Aifa relativa alle modalità di utilizzo è stata pubblicata il 29 dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale. Il suo utilizzo è indicato entro cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi. Il trattamento prevede l'assunzione di quattro compresse (da duecento milligrammi) due volte al giorno, per cinque giorni. La selezione del paziente, secondo quanto indicato dall'Aifa, è affidata ai medici di medicina generale, i medici delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e in generale ai medici che "abbiano l'opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da covid di recente insorgenza e con sintomi lievi moderati e di indirizzarli rapidamente alla struttura presso la quale effettuare la prescrizione e la distribuzione del farmaco, che deve avvenire nel rispetto dei criteri fissati dalla Cts".

Sempre secondo le indicazioni dell'Agenzia del farmaco, la pillola Merck può essere prescritta limitatamente ai "medici operanti nell'ambito delle strutture identificate dalle Regioni per la somministrazione".

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