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Coronavirus, Città di Castello: focolaio all'Asp Muzi Betti, 46 positivi

Contagiati 31 anziani ospiti e 15 operatori sanitari

“Il 2020 passerà alla storia come l’anno del Covid-19 e anche nell’ultimo giorno non ci risparmia problemi e difficoltà, visto il focolaio che abbiamo registrato all’Asp Muzi Betti, dove ci sono 46 persone positive al Covid-19, di cui 31 anziani ospiti e 15 operatori sanitari”. E’ quanto ha comunicato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta, che ha dedicato l’abituale aggiornamento della situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello alla vicenda della residenza per anziani non autosufficienti tifernate, condividendo con la presidente Andreina Ciubini “una dichiarazione doverosa per trasparenza e correttezza verso l’opinione pubblica”.

“Quanto è avvenuto a Muzi Betti ci colpisce molto, perché nel corso di questi mesi la struttura era rimasta miracolosamente indenne, immune allo tsunami del Covid”, ha sottolineato il sindaco, nel ringraziare la presidente Ciubini, i membri del Cda, il direttore sanitario Antonio Moni e gli operatori sanitari “per il grande lavoro che hanno compiuto e stanno compiendo”.

“Il focolaio di origine presumibilmente esterna che si è verificato non presenta, se non in un paio di casi, criticità particolari, ma il Covid è imprevedibile, per cui dobbiamo essere estremamente prudenti”, ha puntualizzato Bacchetta, che ha affermato: “siamo vicini agli anziani e agli operatori contagiati, rinnoviamo grande fiducia, grande stima e grande apprezzamento per chi alla Muzi Betti è quotidianamente in prima fila per garantire un servizio particolarmente complesso e ringraziamo l’Usl Umbria 1, perché anche in questo caso la collaborazione con il direttore dell’ospedale Silvio Pasqui e con il direttore del Distretto Alto Tevere Daniela Felicioni ha consentito a Muzi Betti di poter intervenire in maniera adeguata e soddisfacente in questa emergenza”.

La presidente dell’Asp Muzi Betti Andreina Ciubini si è unita ai ringraziamenti a Pasqui e Felicioni, “che in questi dieci mesi di emergenza ci sono stati molto vicini, collaborando a un monitoraggio che ha permesso di effettuare tamponi di controllo ogni 15 giorni ai nostri anziani e ai nostri operatori”.

“Finora erano stati praticamente sempre negativi, ma purtroppo lunedì scorso, giorno dei nuovi tamponi, la situazione ha iniziato a essere critica”, ha evidenziato Ciubini, che ha dato conto delle azioni compiute a seguito dei 46 casi di positività riscontrati tra anziani e operatori sanitari.

“Di fronte a un numero molto grande di persone contagiate, che ci preoccupa, abbiamo cercato di sistemare soprattutto i nostri anziani: 11 ospiti sono stati ricoverati all’ospedale con sintomi lievi, altri cinque, che sono sintomatici, sono stati trasferiti a Villa Muzi, e 15 anziani sono rimasti nella nostra struttura, dove abbiamo creato per loro un reparto Covid in modo da tutelare la loro salute, la loro fragilità, ma anche gli operatori”, ha chiarito Ciubini. “Abbiamo avvisato sempre i familiari e i medici di famiglia ogni qualvolta ci sia stato un ospite positivo e in questo momento è importante che tutti cerchiamo di stare vicini a queste persone, senza creare disagi, ma volendoci bene e lavorando insieme per avere risultati che possano migliorare la situazione attuale, perché l’Asp Muzi Betti è la struttura dei nostri tifernati, dei nostri anziani, dei nostri nonni”, ha sostenuto Ciubini, nell’esprimere rammarico per una vicenda che si è verificata “dopo mesi nei quali abbiamo cercato di avere tutte le attenzioni possibili, di non rischiare niente e siamo stati alla ribalta nazionale per una situazione che anche noi ritenevamo veramente idilliaca, rispetto a un contesto regionale e nazionale particolarmente difficile”. “Ora le cose sono cambiate, ma speriamo che i nostri anziani possano superare questa situazione, come ha già fatto la nostra ospite centenaria ai primi di dicembre”, ha concluso Ciubini.

Il sindaco Bacchetta ha ribadito: “l’attenzione e l’allerta devono essere massime, lavoreremo tutti affinché questa situazione di difficoltà venga superata quanto prima, saremo vicini agli anziani, agli operatori sanitari e ognuno di noi farà il proprio dovere con la speranza che tutto torni quanto prima alla normalità, perché Muzi Betti è una struttura troppo decisiva, troppo significativa, troppo importante per tante nostre famiglie”.

In questo contesto il primo cittadino ha dato atto all’Usl Umbria 1 di essersi messa completamente a disposizione per affrontare l’emergenza. “L’Usl Umbria 1 sta facendo l’impossibile perché i nostri anziani non vengano ricoverati in strutture diverse da quelle della nostra città”, ha spiegato Bacchetta, che ha puntualizzato: “sarebbe una beffa, non sarebbe giusto e sarebbe estremamente difficile da spiegare a tutti quanti che, dopo essere stati i primi ad avere accettato il reparto Covid a Città di Castello, i nostri concittadini che hanno bisogno di essere assistiti debbano andare altrove, perché nel nostro ospedale sono ricoverate persone provenienti da altre città che il reparto Covid non l’hanno voluto”. Il sindaco ha, quindi, concluso con un appello ai familiari: “invito tutti alla massima calma, anche se mi rendo conto che è difficile affrontare situazioni come queste, purtroppo però avvenute in tante Rsa come Muzi Betti, perché dove si trovano ricoverate tante persone la circolazione del virus è un rischio incombente e in questa seconda ondata la sua caratteristica è di essere molto più contagioso che nella prima”.

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