Coronavirus, 150mila euro per i detenuti senza fissa dimora che hanno ottenuto di scontare la pena ai domiciliari

Intervento finanziario della Cassa della ammende per trovare una sistemazione alternativa al carcere e diminuire i rischi di contagio

Dalla Cassa delle ammende alla Regione Umbria 140mila euro per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid19 negli istituti penitenziari, che si sommano ai circa 14mila euro messi a disposizione per l'Umbria dalla Direzione generale per l’esecuzione penale esterna delle persone senza fissa dimora in misura alternativa.

"Con queste risorse – dichiara il Garante delle persone private della libertà della Regione Umbria, Stefano Anastasìa – si potrà far fronte all’ultima delle preclusioni per l’esecuzione della pena al domicilio, la mancanza di un domicilio idoneo, e spesso proprio di un domicilio, di molti detenuti che scontano pene o residui di pena brevi o brevissimi".

Grazie a queste risorse potrà essere garantito il minimo distanziamento sociale necessario anche in carcere per la prevenzione della diffusione del virus.

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"Gli uffici di sorveglianza, gli istituti penitenziari e gli uffici di esecuzione penale esterna – continua Anastasìa - stanno lavorando senza sosta per valutare le persone ammissibili a forme di esecuzione penale esterna, tutti consapevoli della necessità di ridurre le presenze in carcere in questo momento di emergenza. Bisogna evitare che istanze accoglibili di esecuzione di pena al domicilio siano accantonate o, peggio, rigettate per il solo fatto che i potenziali beneficiari non abbiano una casa e qualcuno disposto ad accoglierli. Faccio dunque appello agli enti di promozione sociale, alle associazioni di volontariato e a quanti altri possano intervenire in questo senso affinché manifestino la loro generosità e il loro impegno, rispondendo ai bandi che verranno fatti dalla Regione e dall’Ufficio interdistrettuale per l’esecuzione penale esterna".

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