Coronavirus, il bollettino: "In Alto Tevere nessun caso sospetto"

Vallesi: "In Umbria non sono previste restrizioni per manifestazioni pubbliche, perché la situazione epidemiologica indica non solo zero casi ma anche zero casi sospetti"

“Allo stato attuale, l’emergenza non riguarda il territorio dell’Alto Tevere nel quale non si registrano casi. Istituzioni ed Asl Umbria 1 hanno assunto ogni misura utile per fronteggiare qualsiasi evenienza”: questo quanto dichiarato a conclusione dell’incontro di tutti i sindaci del comprensorio (Città di Castello, Umbertide, San Giustino, Citerna, Lisciano Niccone, Pietralunga, Montone e Monte Santa Maria Tiberina) con i vertici dell’Unità sanitaria locale (il direttore generale Silvio Pasqui, il responsabile del Distretto sanitario Daniela Feligioni, il direttore di presidio Giuseppe Vallesi) che si è svolta a Città di Castello e che il sindaco tifernate Luciano Bacchetta, unitamente all’assessore alla Protezione civile Luciana Bassini e al direttore Vallesi, ha ribadito nel corso di una conferenza stampa questa mattina, giovedì 27 febbraio 2020.

“Facciamo il punto in una situazione caotica", ha detto il sindaco Bacchetta, “a Città di Castello stiamo lavorando congiuntamente per dare una risposta ad eventuali emergenze. Nella massima trasparenza. Spesso ci giungono boatos incontrollati ed il compito delle istituzioni è dare informazioni corrette ai cittadini. Per ora non abbiamo notizie di alcun evento rilevante ai fini del Coronavirus. Il caso della signora originaria di Trestina che vive a Lodi non è mai stato tale dato che l’interessata molto correttamente si è subito allontanata dal territorio e sottoposta al tampone che ha dato esito negativo. Voglio pubblicamente ringraziarla per il senso di responsabilità”.

L’assessore Bassini ha invece dato conto dell’incontro con i sindaci nel corso del quale è stata sottolineata la necessità che gli enti locali si uniformino alle direttive della Regione Umbria, anche rispetto alla apertura e chiusura di scuole e locali pubblici, che in questo momento non sono previste. Tutti i sindaci hanno valutato positivamente l’organizzazione messa in campo dalla Asl Umbria 1 dove nulla è lasciato al caso”.

Giuseppe Vallesi, direttore del presidio ospedaliero ha dichiarato “Dopo i primi due giorni, cominciamo ad avere risposte scientifiche, alla luce delle quali abbiamo assunto alcune decisioni. In Umbria non sono previste restrizioni per manifestazioni pubbliche, perché la situazione epidemiologica indica non solo zero casi ma anche zero casi sospetti. Nessuno può sapere se si accenderà un focolaio, la probabilità che accada non è alta ma non si può escludere. Dobbiamo quindi mantenere un monitoraggio costante”.

Cosa fare. “Raccomandiamo pero alcune modalità di comportamento tra cui la più importante è lavarsi le mani, accorgimento che costituisce il 99% delle azioni preventive” ha ribadito Vallesi “Non c’è bisogno di particolari sostanze, è sufficiente usare acqua e sapone. Ugualmente non si evidenzia la necessità di usare la mascherina, utile nel caso dei soggetti che manifestano sintomi. Da oggi al numero verde 8006363, che deve essere il riferimento in ogni circostanza, accanto all’operatore ci sarà un infermiere per permettere una valutazione più circostanziata della segnalazioni o delle richieste di informazioni. I medici di base sono sempre disponibili, in orario serale e notturno è a disposizione il servizio di continuità assistenziale (la guardia medica), il 118. Proprio a fronte di questo quadro chiediamo ai cittadini di non sovraffollare Pronto Soccorso e ambulatori, meglio ricorrere al contatto telefonico. Qualora il caso possa essere ricondotto al Coronavirus, saranno gli uffici della sanità pubblica a procedere, prendendo in carica persona che entrerà in isolamento domiciliare fiduciario”.

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Piano teorico di emergenza. “Una possibile evenienza sarà fronteggiata negli ospedali” ha spiegato Vallesi “Il piano teorico, improntato dalla Asl Umbria 1, prevede diversi step a seconda dell’importanza della situazione. Attualmente siamo allo step zero con la modifica dell’accesso al Pronto Soccorso di Città di Castello e di Umbertide attraverso un video citofono per evitare il potenziale ingresso di persone infette. Allestiremo percorsi per i casi a rischio separati da quelli per i pazienti di diversa natura. Ci sono stanze dedicate di isolamento dove i soggetti sospetti saranno sottoposti a tampone. Se positivo, saranno trasferiti a Perugia con un’ambulanza speciale. Ci stiamo attrezzando per procedere alla diagnosi in loco. Lo step 1 prevede che l’area dei pazienti a rischio sia allargata da 4 a 10 stanze con un’area adiacente per la degenza e risorse aggiuntive. L’ Unità di Rianimazione potrà accogliere fino a 10 posti di cui 3 o 4 anche in regione di isolamento, qualora le disponibilità di Perugia e Terni fossero esaurite”.

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