Copertura della scala mobile al Bellucci: gli aghi di pino l’hanno letteralmente rivestita di una coltre impenetrabile

Copertura della scala mobile al Bellucci: gli aghi di pino l’hanno letteralmente rivestita di una coltre impenetrabile. Le scale mobili che adducono da piazzale Bellucci a via Fiorenzuola e da lì a corso Cavour hanno una copertura in plexiglas. Questa superficie è ormai divenuta sede di uno strato di aghi di pino che si sono accumulati, senza che nessuno abbia provveduto a rimuoverli. L’ultima pulizia dovrebbe risalire a non meno di quattro/cinque anni or sono, ci dice un residente di prossimità. Oltre all’aspetto poco dignitoso conferito al manufatto, questo strato vegetale (che occupa gran parte del tratto terminale in alto), impedisce il passaggio della luce solare.

C’è anche chi solleva problemi di sicurezza. Difatti questi materiali cadono da un pino colossale che incombe sopra la struttura. Si tratta di una pianta di dimensioni preoccupanti, alta non meno di venti metri. Il suo enorme tronco è appoggiato a una ferratura. Questa è stata realizzata con un’ampia curvatura, in modo da accogliere il tronco, senza impattarvi. Va sottolineato che i pini sono dotati di un apparato radicale assai superficiale, non in grado di garantire una sufficiente stabilità. Specialmente in caso di vento forte o di sovraccarico, dovuto all’appesantimento, magari in occasione di abbondanti nevicate. 

Si consideri inoltre che, non di rado, tronconi di rami secchi cadono o a terra. Se dovesse precipitare quel colosso sulla struttura delle scale mobili, si verrebbe a creare una situazione di estremo pericolo per persone e cose. Dunque, che fare? Controllare lo stato di salute della pianta, farne valutare da esperti la stabilità. E, laddove esistessero problemi di sicurezza, rimuoverla. La pianta sorge su una superficie adiacente all’ortino pensile, realizzato su cassette da parte dell’Associazione Borgo Bello. Gli aghi cadono anche su questa parte di orto sociale a scopo prevalentemente didattico.

Il fondatore dell’Associazione Borgo Bello, professor Orfeo Ambrosi (contattato nella serata di ieri dall’Inviato Cittadino), assicura di avere ben presente la questione e s’impegna farsi carico di rappresentarla all’Ufficio Aree Verdi del Comune di Perugia.
 

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