Convegno integrazione, Marini: "Cittadino italiano chi nasce nel nostro Paese"

L'intervento della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, al convegno alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, sul tema dell'integrazione in Europa

A margine del convegno di Perugia, a Palazzo Priori, sul tema "L'Europa dell'integrazione: modelli a confronto", la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, interviene chiedendo di modificare la legge sulla cittadinanza: "E’ incomprensibile ed inaccettabile non ritenere ‘cittadino italiano’ chi nasce nel nostro Paese da genitori che oltretutto qui hanno scelto di vivere. Per questo ritengo che vada assolutamente modificata la legge sulla cittadinanza”.
   
Integrazione completa- “Penso soprattutto ai giovani- continua la presidente- i tanti nati in Italia, ai quali viene negata la cittadinanza. Dico ciò in quanto l’Umbria, la nostra regione, è terra in cui con fatica e responsabilità abbiamo costruito un progetto che va oltre la semplice convivenza, che punta alla integrazione completa di quanti per varie ragioni dall’Europa e da Paese extraeuropei, sono venuti a vivere nel nostro Paese”.

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100mila stranieri in Umbria- La Marini ha poi ricordato che oltre 100 mila dei 900 mila abitanti dell’Umbria sono stranieri, 66mila dei quali di provenienza extraeuropea. Dall’ultimo rapporto dell’Istat l’Umbra risulta essere la terza regione in Italia per il suo indice di integrazione, mentre è la prima delle regioni nel rapporto tra studenti stranieri nati in Umbria e studenti italiani.
   
“Questi dati – ha proseguito Marini - ci dicono che questa terra, con fatica ma anche con un impegno di tutti i livelli istituzionali, ha cercato – anche in momenti difficilissimi – di resistere e non rinunciare all’affermazione concreta di valori sociali, fondamentali per una vera cultura dell’accoglienza e dell’integrazione”.
   
L'impegno di istituzioni e Caritas- Infine la presidente ha ricordato la “positiva esperienza del nostro progetto di accoglienza dei profughi dei Paesi del nord Africa, gestito in Umbria dalle istituzioni locali, Caritas e altre associazioni di volontariato laico” ed ha rivolto un forte appello al Governo, nella persona del Ministro Riccardi, “affinché questi profughi ora non vengano abbandonati al loro destino, ma li si aiuti in un percorso di integrazione per renderli soggetti autonomi”.


 

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