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Venerdì, 24 Marzo 2023
Cronaca Spoleto

Ecco cosa mangiamo nei nuovi bazar-ortofrutta: prodotti di dubbia provenienza

La Guardia Forestale, insieme ad alcuni specialisti, ha effettuato controlli in provincia di Perugia sulle merci vendute dagli ortofrutta gestiti da extracomunitari. Merce mal conservata, esposta ai gas delle auto e con etichette sulla provenienze false

Frutta e verdura spacciata per italiana ma di dubbia provenienza. Condizioni igieniche al limite. Locali non conformi alle norme. E persino frutti esposti agli scarichi delle auto per grandissima parte della giornata. Il Corpo Forestale dello Stato ha passato al setaccio i tanti e nuovi ortafrutta aperti e gestiti da extracomunicari in gran parte della Provincia di Perugia. Il verdetto delle analisi non è per nulla rassicurante da un punto di vista della qualità e della sicurezza alimentari dei prodotti. La Guardia Forestale ha voluto verderci chiaro su queste nuove attività che stanno sbocciando rapidamente in tutte le città di casa nostra. 

Col prezioso ausilio dell’Agecontrol di Perugia, agenzia incaricata di effettuare i controlli di conformità alle norme di  commercializzazione  applicabili nel settore degli ortofrutticoli freschi, i forestali hanno controllato cinque  punti -  Spoleto, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Bevagna e Cannara -  gestiti da commercianti marocchini ed egiziani.

E  stata rilevata la totale assenza o difformità delle etichette che devono consentire la tracciabilità dei prodotti, elemento questo  che viene incontro alle richieste del consumatore riguardo l’origine e la qualità degli alimenti che deve essere dichiarata in  maniera chiara e leggibile in modo da non indurre in errore il compratore.  Oggi, infatti, diventa sempre più importante conoscere la storia di un prodotto mettendo in primo piano il diritto dei cittadini ad  avere una informazione chiara e precisa su quello che comprano e soprattutto consumano. I  responsabili  delle violazioni  al  regolamento dell’unione europea sono  stati  sanzionati  con  una  pena pecuniaria pari a mille euro cadauno.

Il fenomeno degli ortofrutta gestiti da stranieri è molto sentito anche nel capoluogo dove se ne contano oltre sette locali. In molti dei casi sono arrivate segnalazioni sull'esposizione della frutta su strada e una provenienza delle merci sospetta perchè con etichetta scritta a penna. 

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