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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Caldaie, controlli e pagamenti "non dovuti": "Perugini vessati, intervenga la magistratura"

Inedito asse Forza Italia-Movimento5Stelle al Comune di Perugia: "Ispezioni non dovute sulle spalle dei cittadini"

A Perugia si paga sempre, "anche quando non si dovrebbe". Il tema caldo delle caldaie e dei controlli in città riesce a unire maggioranza e opposizione di Palazzo dei Priori. Il consigliere comunale di Forza Italia Tracchegiani e quello del Movimento 5Stelle Cristina Rosetti si sono seduti insieme, dietro al tavolo della Sala della Vaccara, per denunciare (in politichese: approfondire) “la vicenda di Itambiente con riferimento al tema dei controlli sugli impianti termici”. Il punto, spiega Tracchegiani, è che “ i perugini per tanto tempo sono stati oggetto di vessazioni. Ciò che occorre capire, dunque, è se la convenzione in vigore venga applicata regolarmente o meno da Itambiente”. Così, prosegue il forzista del Comune di Perugia, insieme al capogruppo dei Socialisti Nilo Arcudi, è stata arrivata la Quinta Commissione di Palazzo dei Priori. Una serie infinita di audizioni per arrivare intorno al nocciolo (ma non hanno ancora finito).

E il nocciolo è questo: “Nel regolamento regionale vigente non è contemplato quanto Itambiente sta applicando, ossia le ispezioni a pagamento su impianti già sottoposti a controllo ed a norma, per i quali risulta mancante solo la trasmissione dei rapporti da parte dei manutentori”. E ancora: “Si tratta di una vessazione in capo ai cittadini inaccettabile visto che il gestore dovrebbe avere il compito di scovare solamente le caldaie “fantasma”, mai dichiarate e mai sottoposte a controlli”.
A questo punto, la domanda inevitabile. Che fare? Tracchegiani ha precisato, quindi, “che per forza di cose la convenzione Comune-Itambiente dovrà essere rimodulata, al fine di adeguarla alle normative, ristabilendo la massima equità. Ovviamente tale percorso si potrà avviare dopo che la Quinta Commissione avrà compiuto tutti gli approfondimenti del caso”. E dopo che la politica avrà fatto il corso nelle stanze di Palazzo dei Priori? Ecco la risposta: “Per ogni ipotesi di illegittimità, invece, che dovesse emergere spetterà alla Magistratura intervenire”.

L'approfondimento dell'inedito duo bipartisan va avanti. Tocca al capogruppo del M5S Cristina Rosetti: “A causa dei 'comportamenti' di Comune e Itambiente chi ci rimette in questa vicenda è l’utente. A prescindere da chi trasmette i rapporti, infatti, emerge che il Comune ha indetto una gara pochi mesi prima del recepimento delle direttive europee. E questo ha creato diversi problemi ai perugini”.
Ancora la pentastellata di Palazzo dei Priori: “Il principale – spiega - è che le ispezioni sono diventate una condizione essenziale per raggiungere l’equilibrio economico-finanziario della gara, visto che i numeri previsti, 13 mila controlli, sono risultati molto superiori a quelli reali, circa 3mila. E quindi – prosegue - con conseguente necessità di ripianare questo gap”. E ancora: “Ricordo che la delibera regionale non prevede l’ispezione a pagamento quando non vi sia stata la sola trasmissione del rapporto da parte del manutentore. Non esiste, in sostanza, che si paghino quando gli impianti sono a norma. Si tratta, infatti, di un escamotage del tutto illegittimo e scorretto, perché totalmente difforme rispetto alla normativa vigente”.

Come dicevamo: pagare sempre. “L’ispezione - dice Rosetti - dovrebbe essere pagata solo nel caso in cui risulti un impianto non in regola; pertanto la mera trasmissione del rapporto non può essere scaricata sulle spalle dei cittadini, che, di fatto, vengono costretti a pagare per la responsabilità di terzi. La situazione non si risolverà fintanto che il Comune di Perugia non avrà fatto chiarezza sulla gara e sulla convenzione; ma il timore è che la vicenda precipiti, in occasione della prossima entrata in vigore del catasto unico regionale”. Come dire, dalla padella al fuoco vivo. Magari la brace.

Infine, il dissapore interno alla “strana coppia”. La Rosetti tuona: “Chiederemo al Comune di rimborsare i cittadini che hanno pagato ingiustamente le ispezioni non dovute”. E Tracchegiani che fa? Dissente. “Palazzo dei Priori – spiega - oggi incassa solo i 15 euro del bollino e null’altro più. Il succo della vicenda risiede, invece, nel fatto che Itambiente sta portando avanti proprie unilaterali interpretazioni della normativa; tema su cui il Comune può far poco, essendo la Magistratura l’organo che dovrà fornire chiarezza”. Insomma, a sentire Tracchegiani, c'è bisogno di un pm in città.

I rappresentanti dei manutentori, spiega una nota del Comune, “nel corso della conferenza, hanno posto l’accento su alcune criticità. Tra queste il fatto che, illegittimamente, venga considerata quale data per l’avvio della procedura d’ispezione quella del protocollo e non quella di ricezione della raccomandata. Ed ancora non sono state mantenute le promesse fatte da Itambiente, ossia di informare adeguatamente i cittadini della procedura e di tenere costanti confronti con manutentori e Comune. Infine problemi emergono anche sulla procedura di caricamento dei rapporti. Il risultato finale è una grande confusione che va a scapito dei cittadini, anche se gli impianti a norma sono la larghissima parte”. Conclusione: pagare.

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