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Svuotavano i conti dell'azienda e intascavano i soldi, condannati per bancarotta

Due anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici per due imprenditori

Svuotavano i conti della società e usavano il denaro per il proprio tornaconto. Ad otto anni dalla prima contestazione del reato di bancarotta fraudolenta, due italiani di 50 e 42 anni, sono stati condannati a due anni di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena e al pagamento delle spese processuali.

I due, difesi dagli avvocati Alessandro Bacchi e Flavio Mennella, all’epoca dei fatti ricoprivano le cariche di amministratori della società di edilizia e sono stati accusati di aver “distrutto o disperso la documentazione contabile tutta della società al fine di rendere impossibile la ricostruzione del movimento degli affari”.

La Procura di Perugia aveva contestato ai due imputati anche di essersi appropriati delle somme pagate da una società che aveva appaltato dei lavori, facendo sparire “46.800 euro corrisposti, anche mediante assegni, dalla … e non incamerati dalla creditrice”. In un’altra occasione si sarebbero impossessati di “6.500 e 9.700 euro, distraendole in proprio rispettivo favore quali restituzione di anticipi soci”. Dal conto corrente, infine, sarebbero stati prelevati “44.050 euro consistenti in prelievi da sportello privi di giustificazione ed effettuati a più riprese in date non accertabili”.

“Il mio assistito di fatto non ha mai firmato atti o effettuato prelievi, riteniamo che la sua posizione vada differenziata, per questo proporremo ricorso una volta depositate le motivazioni”.

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